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Giro di vite sui locali al via nuovi controlli
LIDO DI CAMAIORE. Se non si può dire che si userà il pugno di ferro, di sicuro la linea seguita sarà quella della tolleranza zero. Ad intervenire sulla polemica sui rumori che vede da anni, uno...
LIDO DI CAMAIORE. Se non si può dire che si userà il pugno di ferro, di sicuro la linea seguita sarà quella della tolleranza zero. Ad intervenire sulla polemica sui rumori che vede da anni, uno contro l'altro, i locali di piazza Lemmetti e i residenti delle case vicine, è il primo cittadino di Camaiore, che sembra voler mettere la parola fine alla questione. «L'esposto è nelle mani degli uffici, che predisporranno gli ultimi controlli, dopo di che scatterà l'ultimatum al Cosmopolitan», dice Alessandro Del Dotto.
In questi giorni l'ennesimo capitolo della diatriba che ormai si riaccende ogni estate. Da una parte i locali di piazza Lemmetti e viale Colombo, che nelle serate calde attirano centinaia di clienti. Dall'altra i residenti che, quanto meno passata la mezzanotte, vorrebbero riposare tranquilli. Nella sua ultima relazione Arpat parla chiaro: da anni il locale sfora i limiti. E quella relazione è già da tempo sul tavolo sia della Procura che del sindaco di Camaiore, per effetto dell'ennesimo esposto presentato dai cittadini esasperati. «L'Arpat - ribadisce anche il sindaco - non lascia molte possibilità. O il locale bonifica l'impianto audio adeguandosi agli standard di legge, oppure da qui in avanti farà solo musica di sottofondo». I cittadini, nel loro appello al giornale, lamentavano anche una scarsa attenzione da parte del primo cittadino. Che però spiega. «Hanno presentato un esposto in Procura, non hanno fatto una semplice comunicazione al sindaco. Se fosse stato così avrei risposto il giorno stesso. Ma, con un esposto di mezzo, sono tenuto a muovermi con atti ufficiali e formali. Ora inizieremo altri procedimenti. Ossia ulteriori controlli e successivamente l'avvio del procedimento che imponga al locale di adottare una serie di misure di contenimento sia per i rumori derivanti dalla musica che quelli derivanti dagli schiamazzi». Insomma pugno di ferro da parte del Comune? «No, se fosse così avrei imposto la chiusura già oggi. Vogliamo dare la possibilità a chi lavora di mettersi in regola. Ma sia chiaro: hanno sette giorni di tempo dal momento della comunicazione, non un mese...».
Sulla questione intervengono anche i gestori dei locali. «C'è già una causa in corso con residenti che abitano sopra di noi – Antonio Levato, proprietario del Cosmopolitan – Quello che dice Arpat è opinabile: le loro analisi non sono dirette ma si rifanno a tutti i rumori del circondario. Arpat non è mai venuta nei locali a fare dei rilievi e non può incolparci se qualcuno urlando o parlando fuori dal locale fa più rumore del dovuto. Se non vogliono il turismo basta che lo dicano: troveremmo soluzioni alternative, magari aprendo altrove. Con Del Dotto abbiamo parlato: ci ha bacchettati sul rispetto delle regole, ma ci ha anche fatto presente che il nostro lavoro è importante per il bene di Camaiore e della Versilia».
Marco Pomella
(ha collaborato
Alessandro Bracci)
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