Il presidio
L’Authority ascolta il porto per il nuovo Piano regolatore
A settembre gli incontri con i soggetti interessati Tra le questioni aperte anche la cartografia da rivedere
VIAREGGIO. In allegato al decreto 51 del 30 luglio 2014 sul sito dell'Autorità portuale regionale (www.autoritaportualeregionale.toscana.it) è pubblicato il documento "Processo partecipativo per l'aggiornamento del quadro conoscitivo del Piano regolatore portuale del porto di Viareggio-Fase di ascolto". I soggetti portatori di interessi (raggruppati per categorie) - spiega Fabrizio Morelli, segretario dell’Authority, «potranno chiedere all'indirizzo autoritaportualeregionale@postacert.toscana.it uno specifico incontro. L'Autorità comunicherà la data dell'incontro con congruo anticipo». Il periodo compreso per l’ascolto delle istanza che saranno inviate è compreso tra l’8 e il 26 settembre prossimi.
Insomma, si faccia avanti chi ha qualcosa da dire sulla revisione del Piano regolatore portuale. Anche perché Morelli vuole “macinare” decisioni. L’aggiornamento del Quadro conoscitivo di riferimento andrà a costituire l’informazione essenziale sulla base della quale saranno individuati scenari possibili e sostenibili di sviluppo del porto a medio termine e, conseguentemente, modificate le previsioni del Piano vigente «che si dimostreranno non più coerenti».
Il documento con il quale viene avviata la procedura di ascolto entra nel dettaglio di cosa non va nel Piano regolatore portuale approvato nel 2007 dopo anni di iter, nato già vecchio e mai attuato. «L’ Autorità portuale regionale - spiega Morelli - ha provveduto a verificare lo stato di attuazione del vigente Piano e la effettiva attualità delle sue previsioni». Il quadro emerso è desolante: «Sono emersi - questo il punto della situazione stilato dall’Authority - significativi elementi che indicano un “invecchiamento” di alcune previsioni del Piano, in quanto basate su un quadro economico precedente alla crisi (sostanzialmente su dati del 1998-2001) e pertanto non più corrispondente allo scenario attuale. Da un lato si è manifestata chiaramente l’esigenza di profonde modifiche nelle strategie di sviluppo delle attività che operano all’interno dell’ambito portuale, dall’altro la città stessa sta riflettendo sulla necessità di apportare miglioramenti alle previsioni del Piano regolatore portuale, sia sul piano della sua efficienza funzionale che su quello della qualità estetica degli spazi di interfaccia con i sistemi insediativo ed ambientale».
Fattore fondamentale per lo sviluppo delle economie portuali - mette nero su bianco Morelli - «è rappresentato dalla gestione del fenomeno di insabbiamento della imboccatura, al momento affrontato con interventi di manutenzione, spesso di carattere emergenziale».
Se non bastasse la sabbia, «ulteriori problematiche sono emerse nella gestione materiale delle concessioni demaniali a causa di alcune imprecisioni e carenze presenti negli apparati normativi e cartografici del Piano, che non consentono, in alcuni casi, di attuare quanto previsto». Partendo dalla condizione data - conclude Morelli - gli obiettivi del lavoro cui l’Authority ha messo mano sono: migliorare la operatività delle attività produttive presenti in porto; ridurre le interferenze con le attività pescherecce e diportistiche; consentire il miglioramento della qualità dei servizi; migliorare la qualità estetica degli spazi aperti pubblicamente fruibili; favorire le condizioni per una corretta applicazione della normativa di attuazione del Piano regolatore portuale.
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