Il presidio
La Regione vuole bloccare i maxi-espropri in spiaggia
I consiglieri votano compatti perché il presidente Rossi si muova col Governo «Stop alle ispezioni per acquisire le strutture degli stabilimenti balneari»
VIAREGGIO. «No ai maxi-espropri nelle spiagge». Sono i consiglieri regionali - dopo l’articolo del Tirreno di alcuni giorni fa - a chiedere con voto unanime l’impegno del governatore Enrico Rossi e della sua giunta perché si muova col Governo. E impedisca che le strutture degli stabilimenti balneari (e non solo) finiscano nelle mani dello Stato, in seguito alle ispezioni di Agenzia del Demanio e Capitaneria di porto.
I controlli. Queste ispezioni - come raccontato dal nostro giornale - sono state eseguite su più di 300 bagni della Versilia: altre 90 sono in corso. E nella maggioranza dei casi - ha rivelato la Capitaneria - è già stata stabilita «la non amovibilità» (in pratica, l’impossibilità di rimuoverli senza distruggerli) di locali, piscine e altri tipi di fabbricati costruiti sul litorale. Con la conseguenza che, in base al Codice della navigazione, queste strutture finiranno nel patrimonio statale. Senza alcun indennizzo per il proprietario, a meno che non lo preveda l’atto di concessione del tratto di arenile dove sorge la costruzione.
Il rebus. La questione è quella dei cosiddetti “incameramenti”, termine tecnico che nasconde un boccone da centinaia di milioni di euro. Addirittura, secondo un’ipotesi dei tecnici statali, solo in Versilia l’acquisizione forzata delle strutture porterebbe nelle casse pubbliche un valore patrimoniale vicino al miliardo. Senza contare l’aumento dei canoni demaniali che scatta quando sulla concessione c’è un bene, appunto, di proprietà statale. Questa battaglia si gioca sul concetto di facile o difficile rimozione, cioè sul fatto che i fabbricati si possano o meno spostare dalla spiaggia, magari per ricostruirli altrove.Un anno fa la Regione ha approvato una modifica al Testo unico sul turismo che considera «rimovibili» tutte le strutture che si possono togliere nel giro di 90 giorni. In pratica, tutte. In base a questa norma, infatti, ogni fabbricato di proprietà privata sulle spiagge della Versilia si salva dall’appetito dello Stato: basta che un perito accerti che nel giro di tre mesi la costruzione può essere spazzata via. L’Agenzia del Demanio ha contestato questa nuova norma, ritenendo inaccettabile che si considerino rimovibili tutte le edificazioni sul litorale. Secondo il Demanio, infatti, una costruzione è di facile rimozione se può essere smontata e ricostruita altrove senza danneggiarla e distruggerla. È il caso delle cabine prefabbricate, che molti stabilimenti balneari usano a fianco delle cabine fisse. Di conseguenza, il Demanio ha inviato una lettera alla Regione in cui si intimava una modifica della norma; in caso contrario, sarebbe scattata la denuncia alla Corte dei conti per danno erariale.
La mozione. Perciò il consiglio regionale, nella seduta di martedì, ha votato all’unanimità una mozione bipartisan, con prima firmataria Marina Staccioli (Fratelli d’Italia). Documento in cui si chiede alla giunta di «attivarsi presso il Governo per evitare, in coerenza con quanto disposto dalla normativa toscana, gli incameramenti da parte del Demanio». La mozione - si spiega - chiede alla giunta di impegnarsi per salvaguardare un «settore economico molto importante che anche in tempi di crisi permette un sostentamento non indifferente grazie a dipendenti e indotto».
@matteotuccini
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