Il presidio
La rabbia di Biagi: «Mi hanno venduto per un pugno di voti»
PIETRASANTA. Si definisce amareggiato, deluso, tradito «soprattutto dal punto di vista umano». «Per il sindaco Domenico Lombardi mi sarei gettato nel fuoco, era come un fratello per il sottoscritto....
PIETRASANTA. Si definisce amareggiato, deluso, tradito «soprattutto dal punto di vista umano». «Per il sindaco Domenico Lombardi mi sarei gettato nel fuoco, era come un fratello per il sottoscritto. Gli auguro 150 anni di salute, ma con lui non voglio più avere niente a che fare».
Sono parole intrise di rabbia e tristezza, quelle di Alessandro Biagi, consigliere comunale del Pd che proprio dal Partito Democratico e dalla stessa maggioranza ha preso le distanze, riconsegnando le deleghe di sua competenza per la frazione di Strettoia. «Lombardi mi ha convocato per un incontro istituzionale il prossimo 11 agosto: ho già riferito che non ci andrò. In questi anni hanno fatto accordi sulla mia testa e ho sempre tirato avanti per il bene del partito e per l’affetto che nutrivo per Lombardi. Adesso basta. Sono stato - dice Biagi - un sostenitore del sindaco fin dalla prima ora, andando a raccogliere consensi per lui, schierandomi in prima persona contro il centro-destra durante il ballottaggio, e assumendo, così facendo, rischi importanti. Risultato? Mi hanno “venduto” per un pugno di voti, riconoscendo una legittimità elettorale alla lista civica di Strettoia a scapito del mio impegno. Lista, mi dicono, ma non ho conferma, ispirata a suo tempo da uomini del PD. Lombardi - continua Biagi - ha sempre detto che per l’assegnazione dei ruoli si sarebbe basato sul numero delle preferenze ottenute alle elezioni, nel Pd: da qui la nomina di Lucchetti a presidente del consiglio comunale, di Talini a capogruppo del Pd e di Bresciani nell’Unione dei Comuni. Ma quando Lucchetti ha lasciato la sua carica perché quel ruolo, che stando alle premesse del sindaco, mi spettava, è stato invece assegnato a Talini? Perché Lombardi non ha avuto il coraggio di guardarmi negli occhi e di dirmi “non sei all’altezza, voglio un altro”, senza stare a dare la responsabilità della scelta ad altri? Dal punto di vista umano il sindaco mi ha profondamente deluso. Ma non è stato il solo: in questi mesi, fatta eccezione per un assessore, non c’è stato uno che mi abbia chiamato per conoscere le mie condizioni di salute, per chiedermi del mio stato d’animo. Prima ero utile, adesso, invece, mi trattano come l’idiota che voleva lo stipendio da presidente del consiglio. Ma il sottoscritto - chiosa Biagi - non ha mai campato di politica e mai ha chiesto qualcosa in tanti anni per se stesso. Concluderò il mio mandato consiliare e in futuro si vedrà. Nel frattempo la segreteria del Pd risponderà di quanto scritto sul mio conto. Non ho mai avuto altri obiettivi che quello di fare il bene della mia comunità».
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