Il Tirreno

Versilia

il caso

L’azienda è indagata ma l’Authority difende l’appalto assegnato

L’azienda è indagata ma l’Authority difende l’appalto assegnato

VIAREGGIO. «La domanda di partecipazione della “Lmd” al bando per i lavori in porto (168.300 euro, ndr) è perfettamente accoglibile. L’Autorità portuale regionale si muove con assoluta trasparenza e...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «La domanda di partecipazione della “Lmd” al bando per i lavori in porto (168.300 euro, ndr) è perfettamente accoglibile. L’Autorità portuale regionale si muove con assoluta trasparenza e legalità. E le vicende giudiziarie non mi interessano». Fabrizio Morelli, segretario dell’Authority, replica così dopo che il “Tirreno” ha reso note le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’impresa veneta ed il suo legale rappresentante Roberto Boscolo Anzoletti, sia a Pescara che a Venezia. Il nome dell’azienda e quello di Boscolo Anzoletti ricorrono anche nei documenti della domanda di autorizzazione ad eseguire la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Giancarlo Galan, il deputato padovano, ex ministro e governatore del Veneto, finito in carcere in questi ultimi giorni. Là dove si cita l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari (Alberto Scaramuzza, 12 luglio 2013), «confermata dal Tribunale del riesame e non oggetto di ricorso in Cassazione», che «riconosceva le condotte di turbativa d’asta per le quali veniva emessa la misura a carico dei soggetti elencati, esponenti del Consorzio Venezia Nuova, nonché delle società consorziate partecipanti alla turbativa, venendo accertato un accordo spartitorio tra Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio, e Roberto Boscolo Anzoletti, legale rappresentante della Lmd Spa».

Un quadro di fronte al quale Morelli difende l’appalto aggiudicato provvisoriamente «attraverso il sistema telematico della Regione», e aggiunge: «Dico ciò perché mi preme difendere l’onorabilità mia e quella di chi lavora con me».

Certo: le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’impresa ed il suo rappresentante non sono chiuse, e non c’è una condanna. E neppure attengono al nostro territorio.

Ma dopo le vicende nazionali legate ai cantieri dell’Expo 2015 lo stesso Governo si è posto il problema del che fare nei confronti delle imprese coinvolte in vicende giudiziarie. Tanto che il decreto di riforma della pubblica amministrazione prevede anche il commissariamento di aziende coinvolte in indagini sulla corruzione o altri delitti contro la Pubblica amministrazione» che abbiano appalti in corso.

Ma non solo. La seconda sezione del Tar di Palermo ha dato ragione ad un Comune siciliano che aveva revocato l’aggiudicazione di un appalto ad una ditta finita in una vicenda giudiziaria per il reato di turbativa d’asta. Per il Tar bene ha fatto l’Ente pubblico ad agire «in via di autotutela, non per motivi di legittimità bensì per motivi di opportunità».

Insomma, gli strumenti per assicurare che su un territorio lavorino solo imprese che non hanno avuto “disavventure” con la giustizia, a qualsiasi stadio esse siano, ci sono. Resta da capire se i soggetti pubblici (Comune, Provincia, Regione, Capitaneria di proto) che siedono nel Comitato portuale intendono o meno farsi carico di porre la questione. (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web