Il Tirreno

Versilia

Così la Piccola Atene diventa più ricca con l’arte e la cultura

di Luciano Menconi
Così la Piccola Atene diventa più ricca con l’arte e la cultura

Nel 2014 160mila presenze a mostre ed eventi, più 2% di turisti Lombardi: questa è la rotta che Pietrasanta deve seguire

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PIETRASANTA. Poco meno di 96mila presenze alle mostre promosse dal Comune nel centro storico, più di 58mila ai grandi eventi come Anteprime Mondadori o Premio Barsanti e Matteucci, un’ottantina di manifestazioni tra convegni e incontri con gli artisti capaci di attirare oltre ottomila spettatori. Se c’è un posto che dimostra che arte e cultura fanno economia è la Piccola Atene, così come Pietrasanta viene denominata da quando l’allora Ministro dei beni culturali Antonio Paolucci la definì sul quotidiano La Repubblica il 22 ottobre 1995 commentando l’inaugurazione della piazzetta del Centauro di Igor Mitoraj («ho sempre amato questa Piccola Atene della Versilia che ha fatto dell’arte moderna la sua immagine e il suo destino»). Non è un caso se l’anno scorso Pietrasanta è stato l’unico Comune della Versilia a registrare il segno positivo (più 2%) negli arrivi turistici, a fronte di una media provinciale di meno 1,4 e della tendenza ancora peggiore a livello toscano (-2,2%) e nazionale (-5,4%). Domenico Lombardi, il sindaco che da quattro anni amministra Pietrasanta facendo i conti con l’eredità di una situazione finanziaria pesantissima, sul profilo culturale ed economico della sua città ha puntato fin da subito. Adesso che potrebbe prepararsi a passare la mano («deciderò a settembre se mi ricandiderò alla guida della città»), indica questo come uno dei tratti salienti della sua amministrazione di cui va più orgoglioso.

Sindaco Lombardi, arte e cultura fanno davvero economia? E quanti soldi portano a Pietrasanta?

«Negli ultimi venti anni, la nostra economia, storicamente legata al turismo balneare e all’industria del marmo, ha visto affacciarsi e imporsi un altro elemento di grande reddito e grandissima ricchezza per la città: quello dell’arte e dell’artigianato legati a marmo, bronzo, ceramica e ferro. Dagli anni ottanta progressivamente Pietrasanta è diventata un approdo per centinaia di artisti. Ogni anno una trentina di scultori, di quelli importantissimi, fa base qui. Grazie alla loro presenza l’artigianato è diventato una fonte di reddito importantissimo. Quantificarlo è difficile ma basta pensare alle tante botteghe artigiane, alle sei fonderie, alle tre strutture che lavorano i mosaici o a quelle della ceramica: l’indotto economico e occupazionale è estremamente alto. Ci sono poi gli eventi artistici e culturali che ruotano attorno a questo mondo: basta vedere i numeri dei visitatori alle mostre per capire quanto sia importante l’indotto che producono per le categorie economiche legate al turismo, come bagni, alberghi, negozi, ristoranti. L’analisi dei flussi turistici dimostra chiaramente l’attrattività degli eventi».

Scultura, ma non solo.

«Qui, puntando sempre su qualità e internazionalità, possiamo proporre eventi di rilievo anche per quanto riguarda la musica (inizia stasera il Festival di Michael Guttman), la letteratura e la poesia (Anteprime Mondadori e Premio Carducci), il giornalismo (la festa del Fatto), l’animazione (Doc Cartoon), la scienza (Il premio Barsanti e Matteucci), il benessere (il Festival della Salute), senza considerare ovviamente il Festival della Versiliana».

Quanto costa al Comune investire in cultura?

«L’anno scorso per tutto questo abbiamo previsto in bilancio meno di 30mila euro. Il fatto è che possiamo contare su contributi e sponsorizzazioni per circa 300mila euro».

Come convive il turismo culturale con quello più tradizionale? Tra i balneari non di rado c’è chi dice che più che alle mostre bisognerebbe pensare ai divieti di balneazione.

«Intanto credo che tutti abbiano capito che questo tipo di economia non ci costa quasi nulla, perché appunto possiamo attingere a forme di sponsorizzazione mirate che non so se riusciremmo ad avere per realizzare le opere pubbliche necessarie a migliorare la balneabilità. Comunque ricordo che sul fronte mare di cose ne abbiamo fatte molte: dal centro di raccolta del lavarone ai controlli sugli scarichi abusivi, dai confronti con la Regione per avere impianti di ionizzazione sui corsi d’acqua ai procedimenti avviati per gli allacci alla rete fognaria. La cultura non toglie risorse ad altri settori, semmai allunga la stagione turistica e richiama persone anche lontano dall’estate, come succederà con la grande esposizione che Mitoraj dedicherà a Pietrasanta da febbraio ad agosto 2015».

Questa sarà l’ultima estate disegnata dal sindaco Lombardi?

«Lo ripeto: comunicherò la mia decisione sulla ricandidatura ai primi di settembre. Per ora voglio solo dire di essere molto contento di come la città ha risposto in questi anni agli stimoli culturali che le abbiamo lanciato e sono felice anche dei riconoscimenti ricevuti da più parti. Ho cercato di indicare una rotta sulla nostra economia basandomi sui criteri che ho illustrato. L’ho fatto in un contesto difficile, evitando il tracollo finanziario dell’ente, senza tagliare i servizi, ricreando una classe dirigente, ridando dinamismo alla città ed elevando ulteriormente il suo profilo culturale. Forse si poteva fare di più. Ma tutte queste cose sono orgoglioso di averle fatte».

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