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Caccia agli autori del colpo nella villa di Moratti
Il sindaco Buratti: «Anche la polizia municipale al lavoro per risalire ai responsabili» E bacchetta il governo: «Non ci permette di spendere per aumentare i controlli»
FORTE DEI MARMI. «Le istituzioni sono schierate fianco a fianco per risalire ai responsabili dei furti nelle ville». La conferma del maxi-lavoro delle forze dell’ordine arriva direttamente dal sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti. E non poteva essere altrimenti, visto che nell’ultimo weekend nella zona vip di Roma Imperiale i malviventi hanno fatto visita ad almeno tre abitazioni di lusso, tra le quali la villa di Massimo Moratti.
La notizia del colpo nella casa dell’ex patron dell’Inter è emersa solamente nella giornata di mercoledì, ma polizia, carabinieri e municipale hanno avviato le indagini fin dalle ore successive ai furti andati in scena nella notte tra sabato e domenica (due i colpi portati a termine, uno fallito a metà, con bottini piuttosto magri).
C’è il massimo riserbo, ovviamente, sulle piste che stanno seguendo le forze dell’ordine. Buratti però rassicura tutti i fortemarmini, spiegando che l’attività di controllo è «ben organizzata a Forte come in tutto il resto della Versilia». «Purtroppo - aggiunge il primo cittadino - fenomeni di questo tipo si sono sempre verificati durante le stagioni estive, nonostante l’ampio controllo del territorio. Come ogni anno ci stiamo impegnando il più possibile per arginare gli episodi di criminalità, che nella maggior parte dei casi riusciamo comunque a contenere».
Il sindaco spiega di non aver parlato con Moratti, e cita alcuni precedenti benauguranti delle stagioni scorse, quando dopo alcuni furti tentati nelle abitazioni di lusso del Forte, polizia e carabinieri riuscirono a risalire ai responsabili.
Poi non risparmia una bacchettata al governo. «Di fronte a questi episodi ho qualche perplessità, perché gli enti locali non sono messi in condizione di poter spendere le proprie risorse in personale e mezzi che garantiscano una maggiore attività di sorveglianza».
Il riferimento è ai limiti di assunzioni degli enti locali e ai paletti sul costo del personale: «Avendo i conti in ordine, noi saremmo in grado di aumentare gli agenti e implementare il controllo sul territorio dando un apporto maggiore a polizia e carabinieri. Sarebbe anche un modo per incentivare economia e turismo. Ma pur avendo le finanze in regola - conclude Buratti - abbiamo le mani legate a causa dell’enorme debito dello Stato. (g.c.)
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