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Noi, bloccati dalla guerra mentre i bimbi muoiono

Noi, bloccati dalla guerra mentre i bimbi muoiono

L’appello del dottor Luisi, cardiochirurgo viareggino che vuole tornare a Gaza: «Ci sono centinaia di piccoli che non sopravviveranno senza una operazione»

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VIAREGGIO. “Lasciateci tornare a Gaza per operare quei bambini: senza di noi rischiano di morire”. A lanciare l'appello è il viareggino Vincenzo Stefano Luisi, 64 anni, cardiochirurgo infantile che ha coinvolto l'ospedale pediatrico Apuano in un progetto di cooperazione internazionale che permette di salvare vite di giovani palestinesi.

Una iniziativa che parte da lontano, e che a mano a mano si è allargata anche alle realtà di Firenze, Lucca e Viareggio, e che ha visto crearsi un legame indissolubile nel tempo con l'associazione americano-palestinese Palestine Children's Relief Fund. L'equipe del dottor Luisi negli ultimi anni ha svolto numerose missioni umanitarie prima a Gerusalemme e poi nella Striscia di Gaza, garantendo ai più piccoli delicati interventi di cardiochirurgia pediatrica, neurochirurgia, endoscopia tracheobronchiale, chirurgia mini-invasiva e chirurgia plastica.

L'ultima missione all'European Gaza Hospital doveva partire 20 giorni fa. Ma le autorità internazionali l'hanno sospesa alle prime avvisaglie di guerra. Nel frattempo anche l'ospedale è stato bombardato e reso in parte inagibile. "Siamo in contatto con i colleghi in Palestina - fa sapere Luisi - e anche il nostro consolato è impegnato con fondi nazionali per ricostruire la struttura".

Intanto i medici tengono pronte le valigie, chiuse e cariche di materiale sanitario che potrebbe salvare decine di vite. "Non sappiamo quando potremo partire - ammette Luisi - ma appena sarà possibile, lo faremo. Dobbiamo tornare a Gaza per operare quei bimbi che senza di noi sono destinati a morire".

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