Il Tirreno

Versilia

Cara Camaiore, smettila di imitare Pietrasanta

di Adolfo Lippi

Vito Tongiani, artista internazionale che ha scelto di vivere qui, contesta la scelte del Comune: «Lasci stare statue e sculture»

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CAMAIORE. Le città della Versilia piacciono così come sono? I comuni, Viareggio, Camaiore, Seravezza, Forte dei Marmi, Pietrasanta, sono, da sempre, frequentati da artisti, pittori, scultori, poeti. Cosa ne pensano di ciò che avviene alla bellezza, pubblica e privata, dei vari luoghi?

Proviamo a chiederlo. Vito Tongiani che vive ed ha lo studio a Camaiore, la casa in una collina gradevole sopra la piazza XXIX Maggio, l’atelier nella limonaia di villa Graziani a Nocchi, non si sottrae ai giudizi, brontola e come sullo stato del paese. Si lascia intervistare e dà giudizi.

Tongiani è nato a Massa. È stato per anni a Parigi frequentando il meglio dell’intelligenza artistica. Scultore e pittore di riconosciuto valore, suoi sono i monumenti a Puccini in Lucca, a Indro Montanelli a Milano, all’industriale Marcegaglia a Brescia, ai vincitori del “Roland Garros” a Parigi dove a Tongiani hanno dedicato attenzione e studi. Anche Massa espone opere del maestro cittadino. Camaiore ancora no.

Perché sceglie di vivere a Camaiore?

«Perché - dice - è uno dei comuni della Versilia che mantiene le caratteristiche d’una tradizione antica. Non è disturbato da troppi turisti. Non è invaso da moda e celebrità che snaturano i caratteri».

Le piace ciò che vi sta accadendo?

«Accade che Camaiore s'è messa a voler imitare Pietrasanta, vuole rifare un’altra Pietrasanta. Ha tipicità di valore, ha artigiani unici, ha un cibo indigeno gustoso. Bene, tra un po’ anche a Camaiore avremo le multinazionali della cucina. E magari dei bottegoni di invenduti con vetrine lustre. Però non è questo che mi fa arrabbiare. Ciò che non sopporto sono gli interventi invasivi sulle strade, sulle piazze».

La vecchia amministrazione installò la fontana-doccia sulla rotonda di ingresso a Camaiore. È questo che disturba?

«Si cominciò con quella. È davvero fuori da ogni estetica; non c'entra niente con il paese che pure fu frequentato da scultori notevoli. Cambiata la amministrazione avrei sperato in un cambio di marcia. Ed invece…»

Invece, secondo Tongiani, cosa capita?

«Capita che, ad esempio, hanno foderato le fioriere di via di Mezzo con delle brutte scatole di metallo nero. Non potevano lasciare la terracotta che è vanto di Camaiore? Si guardi al fregio sulla facciata della Misericordia. È bellissimo. È di terracotta. Non vorranno mica foderare anche questo? Metallo dovunque: in piazza XXIX Maggio vi sono tanti di quei paletti, neri, a strisce, paiono un muro. In dieci metri di strada vi sono almeno sei cartelloni direzionali. L'occhio s'ubriaca di tutte queste presenze inutili».

Non si lavora per la comodità del pubblico?

«Oh sì, figuriamoci. Nella bella piazza dove s’affacciano il Duomo e il Municipio hanno installato sei panchine di metallo, basse, lineari, decorate. Non c'entrano con la graziosità dell’antica radiosa fontanella che zampilla al centro. Eppoi quando vi batte forte il sole estivo si riscaldano. Avrei il timore, sedendovi, di diventare una bistecca. Altro intervento per me di scandalo è quello nel parco giochi per bambini in piazza Giovanni XXIII. Le aste dei vari giochi sono anche esse tutte in metallo. Se al sole si infiammano che ne sarà delle mani dei bambini? Per collocarle hanno anche tagliato alberi ombrosi. A me questi giochi paiono delle protesi mediche, potrebbero servire a Gino Strada. Perché non si è usato il legno?»

Si profana un’atmosfera?

«Straripa una pulsione di morte. Dovunque si fa il nero pensando di fare modernità. Il pericolo annunciato è quello che collocheranno statue, a cominciare da copie dei bronzi di Riace, in ogni anfratto del comune. A Monteggiori anziché sistemare la piazza si parla di sculture. E vengono proposte a giovani scultori che dovranno pensar loro spendendo quattrini al trasporto e alla collocazione. Così soltanto giovani ricchi potranno venir ospitati, un criterio classista. Se l'amministrazione non ha soldi lasci stare le sculture, Camaiore non è Pietrasanta, è diversità, è un'altra cosa».

Tongiani sta dipingendo scenari magnifici che ha visitato in Marocco sua seconda o terza patria. Ha accanto una splendida modella senegalese che vive in Belgio. Si chiama Lena come la modella di Caravaggio. Respira un’aria cosmopolita, a Tongiani non difetta il mondo. Però di Camaiore ama le vecchie Pievi, gli oliveti, gli odorosi viali di tigli. La sua visione delle cose è contro le scempiature modernismo. Può essere ascoltato. Fatto è che una volta gli interventi sull’estetica venivano fatto sentito il parere di commissioni, presenti intellettuali ed artisti. Adesso chi è che decide?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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