Azimut investe in Darsena Ma è scontro coi lavoratori
Presidio davanti al cantiere, ieri mattina, per rivendicare il premio di risultato Per i prossimi giorni sono annunciate nuove iniziative di mobilitazione
VIAREGGIO. Un nuovo bacino di carenaggio alla Lusben, in casa Azimut, per accogliere le lavorazioni necessarie alle due nuove imbarcazioni - che saranno costruite tra Livorno e La Spezia - rispettivamente da 98 e 110 metri. È l’intervento che Azimut ha messo in programma su Viareggio, nell’ambito del piano di investimenti da 11 milioni, in parte su Livorno ed il resto (sei milioni) sulla Darsena viareggina. «Investimenti - sottolinea Lamberto Pocai, segretario generale provinciale della Fiom-Cgil - che per cinque milioni sono però pagati dagli ammortizzatori sociali». Visto che il piano del colosso della nautica va di pari passo con la cassaintegrazione, come da accordo sindacale siglato poco prima dell’estate. Non tutti i sei milioni che ricadono su Viareggio sono destinati alla nuova vasca della Lusben: il piano prevede, infatti, che una parte della spesa sia destinata alle infrastrutture necessarie alla sviluppo della produzione ed un’altra all’innovazione del prodotto. Prodotto di un’azienda della nautica mondiale, che resta leader del settore come da dati diffusi in questi giorni dalla stessa Azimut. Che ha ricordato come il valore della produzione di quest’anno è previsto in crescita rispetto al 2013 di oltre 660 milioni di euro. Merito delle vendite sui mercato internazionali, ai quali l’azienda di Paolo Vitelli intende dedicare tutti i propri sforzi sul terreno dei saloni di settore. Da qui l’annuncio della non partecipazione allo storico Salone di Genova. Un “gran rifiuto”, quello di Vitelli, che nasce dallo scontro aperto a tutto campo con Massimo Perotti, patron di San Lorenzo, ex manager di Azimut, oggi presidente di Ucina (Confindustria nautica) che ha deciso di puntare molto sul Salone di Genova, che ha presentato rinnovato.
È questo il quadro che ha visto, ieri mattina, il presidio dei lavoratori davanti al cantiere Azimut-Benetti. E la proclamazione di prossime iniziative di mobilitazione. «Per Benetti - si legge nella nota diffusa dalla Fiom -l'anno nautico che volge al termine è stato un anno di successo durante il quale pur con un numero di addetti minore si è raggiunto il traguardo di un maggior numero di yachts prodotti e questo solo grazie alla grande disponibilità ed al sacrificio che i lavoratori e le lavoratrici hanno profuso, pur in una fase di profonda riorganizzazione per l'azienda. Riorganizzazione che è oggetto di discussioni quotidiane con l'azienda e con i lavoratori che sono stati posti in cassa integrazione straordinaria, nonostante si stia continuando a chiedere per talune figure disponibilità straordinarie e facendo ricorso ad aziende terze per sostituire lavoratori in cassa. Questo ha fatto si che maturasse il convincimento che a fronte di un risultato oggettivamente migliore rispetto a quello dell'anno precedente si potesse conseguire per tutti un premio annuale superiore o al limite pari a quello del 2013».
Una richiesta che non è stata accolta da Azimut che ha proposto «il pagamento di un minor importo del premio in relazione alla riorganizzazione e ad un minor numero di lavoratori da riqualificare o da collocare in mobilità. Il sindacato ha risposto di essere pronto a trattare su questa materia, mettendo sul piatto il premio a patto che l'azienda rinunciasse totalmente alla riduzione del personale. Ma la risposta è stata di nuovo negativa».
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