Il Tirreno

Versilia

Sostegno alle società se piani finanziari veri

Betti: Viareggio Patrimonio, legalità ripristinata. Ora versa al Comune quanto riscuote

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VIAREGGIO. «Non ho trovato atti che autorizzassero la Viareggio Patrimonio a trattenere le somme che riscuoteva per conto del Comune»: così il ragioniere capo del Comune, Salvatore Santoro, dichiara nel raccontare il lavoro del tecnico alle prese con i numeri del Comune di Viareggio. Una dichiarazione che conferma quanto detto al “Tirreno”, qualche mese fa, dal presidente della Viareggio Patrimonio, Gianluca Ruglioni. Prima del suo arrivo - spiega Ruglioni - la Viareggio Patrimonio tratteneva per il proprio funzionamento quanto riscuoteva per conto del Comune. Senza atti autorizzativi di sorta. «L’unico documento che ho trovato - continua Santoro - è una delibera del dicembre 2013 con la quale si autorizzava la società pubblica a trattenere un milione». Per il 2014, invece, «tutto quanto ha incassato la Viareggio Patrimonio è stato “girato al Comune», spiega ancora Santoro. Con il sindaco Leonardo Betti che aggiunge: «Abbiamo ripristinato la legalità».

Nelle scorse settimane è stato ancora il “Tirreno” a rendere nota la notizia di una indagine della guardia di finanza sulla galassia delle società partecipate del Comune di Viareggio. Galassia sulla quale si è concentrata l’attenzione della relazione redatta dall’ispettore del ministero dell’economia (Mef) che è molto attesa in Municipio. Ed è ancora sulle società partecipate - che si sono distinte in passato per la capacità di moltiplicarsi come conigli, facendo la “felicità” dei soci “imbarcati” ora qui, ora là, ma sempre con bandi molto discussi - che si è speso il documento approvato la scorsa settimana dall’assemblea comunale del Partito democratico. Che all’amministrazione Betti ha chiesto di smembrare la Viareggio Patrimonio, per distribuire beni, personale a attività. Un’ipotesi che non convince del tutto Santoro, il quale si esprime senza giri di parole davanti a sindaco e assessore al bilancio, con il peso delle considerazioni del tecnico: «I conferimenti mi convincono solo se sono accompagnati da piano economici/finanziari di redditività». Altrimenti è un’illusione ottica: la partecipata ricapitalizzata pensa di essere fuori dal guado perché le banche le danno fiato, ed invece moltiplicano solo il debito.

Il tempo in cui la politica viareggina ragionava che una partecipata non si nega a nessuno è decisamente terminato. Anche se, purtroppo, sono ancora fin troppo vive le conseguenze negative di questa concezione della cosa pubblica.

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