Il presidio
Riccardo Antonini resta licenziato Ricorso respinto in Corte d’appello
Il ferroviere aveva svolto attività di consulente gratuito per i familiari di una vittima della strage di Viareggio nell’incidente probatorio
Confermato in appello, dai giudici fiorentini, il licenziamento di Riccardo Antonini, ex dipendente di Rete ferroviaria italiana, azienda del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane, che nel corso dell’incidente probatorio per il disastro ferroviario a Viareggio, cinque anni fa, ha svolto il ruolo di consulente per una famiglia che conta una delle 32 vittime di quella strage. Il giorno dopo la fine dell’incidente probatorio, nel novembre 2011, Antonini aveva ricevuto la lettera di licenziamento, motivata dalla ingiurie che Mauro Moretti, all’epoca amministratore delegato di Ferrovie, sosteneva di aver ricevuto da Antonini nel settembre dello stesso anno alla festa del Pd di Genova. La querela di Moretti contro Antonini è stata archiviata dal giudice di Genova. Ed è dunque caduta questa motivazione per il licenziamento poi confermato dal giudice del lavoro del Tribunale di Lucca. Con la motivazione del dovere di Antonini di attenersi al codice etico di Ferrovie. Una motivazione che la Corte d’appello ha fatto propria, nel confermare la sentenza di primo grado. «Ci tocca subire anche questo», è il commento di Daniela Rombi, presidente dei familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009.
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