Il Tirreno

Versilia

Massarosa bocciata alla voce trasparenza Camaiore si salva

di Alessandro Bracci

Indagine su accessibilità e contenuti dei siti web dei due Comuni Rischio sanzioni per i responsabili delle mancate pubblicazioni

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MASSAROSA. Se Camaiore può sorridere (ma non troppo), Massarosa dovrà correre al più presto ai ripari, migliorando un servizio che ad oggi non è all'altezza. Questo è quanto emerso dall'indagine che "Il Tirreno" ha sviluppato in riguardo alla disponibilità e alle modalità di accesso agli atti amministrativi via Internet sui siti dei due comuni versiliesi. Tale valutazione si basa sull’ultimo decreto in materia: il n°33 del 14 marzo 2013 (per la semplificazione e la trasparenza della pubblica amministrazione). La norma stabilisce che ogni comune debba inserire all'interno del proprio sito web una sezione denominata "Amministrazione Trasparente": tutti gli atti – dalle spese comunali ai bandi di gara, passando per i tassi di assenza del personale – diventano di dominio pubblico e consultabili liberamente online. Nella creazione di tale sezione del sito si deve obbligatoriamente tener fede a determinati requisiti, garantendo fluida navigazione e facile accessibilità: il formato è standard, ma non tutti i comuni esaudiscono le consegne presenti nel decreto in maniera congrua.

La rivincita del cittadino. Di trasparenza si parla già da qualche anno (era il cavallo di battaglia del ministro Brunetta) ma le novità introdotte nel 2013 non sono poca cosa. Il cosiddetto "accesso civico" e a differenza del diritto di accesso tradizionale prevede che la domanda possa essere avanzata da chiunque, in maniera gratuita e soprattutto senza alcuna motivazione (non è più necessario un interesse di tipo giuridico). La richiesta va indirizzata al responsabile della trasparenza (ogni Comune deve individuarne uno), il quale entro 30 giorni pubblica i documenti sul sito e li trasmette al richiedente. Ma non finisce qui: il responsabile della trasparenza ha anche il dovere di segnalare all'ufficio sanzioni disciplinari politici e dirigenti inadempienti rispetto agli obblighi di pubblicazione rilevati dalla richiesta del cittadino. Scattano così le sanzioni che variano dal procedimento disciplinare alla multa da 500 a 10mila euro, passando per la decurtazione delle retribuzioni accessorie dei dirigenti. Insomma, se la norma sulla trasparenza non è rispettata il cittadino può far punire i responsabili.

La Bussola della trasparenza. Una valutazione puramente formale del livello di trasparenza dei siti delle amministrazioni pubbliche è data dal portale ministeriale www.magellanopa.it, tramite la sua "Bussola della trasparenza": inserendo il nome di uno degli 8.057 comuni italiani si può avere un rapido resoconto sulla qualità delle apposite aree web relative ai dati amministrativi. Digitando "Comune di Camaiore" ed avviando la ricerca, otteniamo risultati confortanti: gli indicatori soddisfatti sono 65 su 66 (unica voce negativa sono le mancate indicazioni sulle scadenze degli obblighi amministrativi), per una percentuale di conformità del 98,48%, in linea con gli standard degli altri comuni versiliesi. Risulta impietoso invece il verdetto relativo al Comune di Massarosa: il suo sito web, secondo quanto rilevato, non garantisce trasparenza, adeguate informazioni e facilità di accesso, guadagnandosi un rotondissimo 0,00% e nessun indicatore soddisfatto. Va ricordato che questi sono dati puramente statistici, ma che danno già un'idea di quelle che possono essere le lacune e le difficoltà che alcuni comuni possono incontrare nel tentativo di uniformarsi a determinati standard sottoscritti dal Decreto Legge.

Quello che non c’è. Nei contenuti invece la sostanza è ben diversa e, se possibile, addirittura peggiore. Ad esempio, se diamo uno sguardo alle sezioni dei siti dei due Comuni e prendiamo in esame quelle relative ai dati delle performance e dell'ammontare dei premi notiamo diverse inadempienze: se Massarosa è ferma ai dati del 2012, Camaiore non li riporta nemmeno (pur indicandoli), limitandosi a pubblicare regolamenti e delibere di tali atti, senza alcun riferimento numerico. È conforme alle normative invece la sezione sui tassi di assenza nei diversi settori amministrativi: in entrambi i siti il dato è aggiornato allo scorso aprile. Cifre e riferimenti dei pagamenti dell'ente amministrativo sono abbastanza esaurienti per quel che riguarda Camaiore, ma completamente inesistenti sul sito di Massarosa: i link rimandano infatti a pagine sprovviste di reindirizzamenti, di fatto vuote. Note su eventuali provvedimenti amministrativi rimandano in entrambi i siti alla versione online dell'albo pretorio, o perlomeno sarebbe quella l'intenzione: Massarosa infatti dispone di link non validi e costringe l'utente a doversi buttare alla ricerca dei dati all'interno del sito del Comune, nella speranza di trovare quanto desiderato in tempi brevi. C'è uniformità invece sulle note relative all'accesso civico: in poche righe si presentano nomi e contatti dei due responsabili alla trasparenza, senza però fare alcun cenno sostanziale alla normativa, a parte il puro e semplice riferimento. Mistero sulla voce relativa all'accessibilità e catalogo di dati, metadati e banche dati: è presente su Massarosa (rimanda però a pagina vuota), ma non vi è traccia nel portale camaiorese.

In entrambi i casi, ma con le dovute differenze, si può dire che il risultato è sotto le aspettative.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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