Il Tirreno

Versilia

Sciopero confermato sarà un weekend coi rifiuti accatastati

di Luca Basile
Sciopero confermato sarà un weekend coi rifiuti accatastati

Inutile l’incontro di ieri mattina tra Comuni e sindacati Stamani corteo da via Pontenuovo fino a piazza Matteotti

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PIETRASANTA. Sarà un fine settimana particolarmente caldo e all'insegna dei disagi sul fronte della raccolta rifiuti per lo sciopero in agenda nella giornata di oggi proclamato dalle sigle sindacali di Ersu. Sciopero che coinvolgerà i territori dei comuni soci - Pietrasanta, Forte dei Marmi, Massarosa, Camaiore e Seravezza - e che si lega in particolare a due questioni da tempo rivendicate dai lavoratori: la mancata stabilizzazione di 32 dipendenti, con il contratto in scadenza e con il rischio concreto di rimanere senza occupazione e ancora il pagamento, venuto meno, del premio di produttività. Da qui uno stop che fatta eccezione per i servizi essenziali garantiti a case di riposo e ospedale, coinvolgerà il litorale come i centri cittadini e ancora l'entroterra. Considerando che siamo a metà luglio ed è prevedibile un notevole arrivo di turisti, le conseguenze sono facilmente immaginabili in termini di spazzatura che resterà sul territorio o a ridosso dei cassonetti, probabilmente, fino a lunedì, visto che normalmente la domenica lo stesso servizio di raccolta non copre tutte le zone della Versilia.

Inutile, nella mattinata di ieri, il tentativo fatto da Comuni ed Ersu, con le rappresentanze sindacali per arrivare ad una revoca dello sciopero: la proposta dei sindaci - incontro fissato per lunedì in Prefettura, consiglio comunale congiunto sulla problematica sollevata e garanzia della copertura con un fondo dei premi rivendicati relativi alla produttività - non ha però convinto i lavoratori che hanno deciso di portare avanti l'iniziativa dopo mesi di incontri e parole senza alcun esito all'atto pratico. Da qui il corteo che alle 9.30 partirà da via Pontenuovo per poi proseguire fino a piazza Matteotti, proprio davanti al municipio: protesta che, stando alle prime indicazioni, se l'adesione sarà massiccia, vedrà la presenza di 150 dipendenti. A conferma di una rivendicazione particolarmente sentita dal personale che rende in questo modo pubblica l'insoddisfazione per l'operato di azienda e amministratori.

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