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Partite iva

Chi ha la sede della ditta in casa paga doppio la tv

VIAREGGIO. La norma della Rai crea delle situazioni paradossali: se, ad esempio, avete la partita Iva e la sede sociale è il vostro domicilio rischiate di dover pagare un doppio canone per lo stesso...

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VIAREGGIO. La norma della Rai crea delle situazioni paradossali: se, ad esempio, avete la partita Iva e la sede sociale è il vostro domicilio rischiate di dover pagare un doppio canone per lo stesso televisore. Scrive l’Aduc, normalmente molto affidabile, sul doppio pagamento del canone: «In breve, se c’è un televisore in casa, si è obbligati a pagare sia il canone ordinario (privato), sia quello speciale (per le partite Iva), anche se il televisore è in soggiorno ed è utilizzato solo in ambito privato e familiare. L’unica difesa è dimostrare che l’abitazione e l’ufficio sono funzionalmente e strutturalmente separati». E questa «è evidentemente un’ingiustizia se quel televisore non è in alcun modo utilizzato per la propria attività lavorativa, cosa quasi sempre vera». Ricordiamo che in ogni caso, coma da regolamento ministeriale, non si paga il canone per: Pc senza sintonizzatore tv, monitor per Pc, casse acustiche, videocitofoni. Quindi se uno vede i canali tv sul suo pc solo collegandosi in streaming via Internet non paga. Il canone si paga solo se si ha un tv oppure un’apparecchiatura “adattabile alla ricezione della radiodiffusione”, compresi decoder, pc col sintonizzatore, chiavetta col sintonizzatore, smartphone con ricevitore radio/tv (ad esempio DVB-H). È anche utile ricordare, quando si parla di “canone Rai” che non si tratta di abbonamento, bensì di vera e propria tassa sul possesso decisa da una legge (Regio decreto 246 del 1938) tuttora vigente. E se decidiamo di non pagare più, ma non provvediamo a una formale disdetta, siamo passibili di sanzioni come se fossimo evasori fiscali.

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