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Il pellegrino francese: «Ridatemi Pimpom, senza di lui resto qui»
Parla Alain, in viaggio verso Assisi e separato dal suo asino «Non l’ho mai maltrattato, ho i verbali che lo dimostrano»
VIAREGGIO. «Non voglio separarmi dal mio amico. Resterò qui ad aspettarlo. Poi ripartiremo per il nostro pellegrinaggio». Parla francese Alain Hild, l’uomo bloccato venerdì da polizia municipale, carabinieri e Guardie ambientali, che lo hanno denunciato per maltrattamento e hanno messo sotto sequestro il suo asino, Pimpom, ritenuto in condizioni di salute precarie.
Alain ha imparato qualche parola di italiano. Tra queste, anche “maltrattato”: un trattamento che nega di aver mai riservato al suo animale. Il francese è ospitato gratuitamente da Mauro Coppa al Camping Paradiso. Quando esce dalla sua tenda comincia a ripeterci: «Mon ami n’est pas malade. Mon ami n’était pas maltraité».
Sostiene che Pimpom gli sia stato sottratto ingiustamente, perché a suo dire si trovava in buone condizioni di salute.
Poi racconta la sua storia. Dice di essere «un pellegrino», spiega che dal 2009 sta girando l’Europa a piedi, in compagnia del suo asinello, un maschio di colore chiaro, maculato, nato in Francia 19 anni fa.
L’ultimo pellegrinaggio è stato il Cammino di Santiago di Compostela, qualche mese fa. «Lì andò tutto bene, senza alcun problema», ricorda Alain.
Poi il viaggio in Italia, con meta Assisi. Sempre a piedi: con sé solo alcune coperte, qualche spicciolo in tasca e un paio di pentolini per cucinare pasti di fortuna. Ma Pimpom, insiste Alain, ha sempre ricevuto cibo, cure e attenzioni.
Il viaggio italiano si è fatto complicato già a La Spezia: «Alcuni animalisti hanno avvisato le forze dell’ordine, sostenevano che il mio amico avesse troppo peso su di sé. Credo di aver capito che la legge italiana è diversa da quella francese. Pimpom - ammette Alain - aveva dei segni sul dorso, ma erano causati dalla sella, non certo da maltrattamenti!».
Dopo un paio di giorni i due compagni di viaggio si rimettono in marcia, ma vengono fermati dopo pochi chilometri.
Le forze dell’ordine dispongono il trasporto dell’asino a Massa, a bordo di un camion. Qui Alain rimane qualche giorno: «Ho curato Pimpom, ho medicato le escoriazioni, e ho seguito il consiglio di ripartire con un carico minore».
Alain mostra un verbale rilasciato dalle autorità di polizia di Massa nel quale si legge che l’asino non era soggetto a maltrattamenti ed era in buone condizioni, quindi libero di andare. Ma il cammino si interrompe ancora a Viareggio, dove padrone e animale vengono separati con la forza. «Il mio amico stava bene», ripete Alain, aiutato in questi giorni da alcuni viareggini, che gli hanno trovato un avvocato. Ora il legale sta cercando di far sì che Pimpom sia restituito al proprietario. Che promette: «Non me ne andrò di qui fino a quando non riavrò il mio amico. Poi riprenderemo il nostro viaggio».
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