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Lo sconforto dei gestori: «Una mazzata tremenda»

Lo sconforto dei gestori: «Una mazzata tremenda»

Parla Riccardo Ferri, proprietario della struttura insieme alla famiglia Baldini «Il danno è incalcolabile, ma non molliamo: contiamo di garantire le attività»

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PIETRASANTA. «È una mazzata. Una vera mazzata». Lo ripete con un filo di voce Riccardo Ferri, uno dei proprietari del bagno Aurora 2, lo stabilimento devastato dal rogo all’alba di giovedì.

Riccardo è uno dei responsabili della società, a conduzione familiare, che si occupa della gestione del bagno a Marina di Pietrasanta. È il cognato di Piero Baldini, l’uomo che con la moglie Tania Gamba e i tre figli vive nell’edificio adiacente alla struttura andata a fuoco e che si occupa direttamente dell’attività. La famiglia, sotto choc, ieri pomeriggio si è chiusa nel silenzio.

«Cercate di capire - chiosa Riccardo - lo sconforto, in queste ore, è enorme. Se un episodio simile fosse successo in inverno, o anche in primavera - sottolinea - avremmo avuto tutto il tempo di rimediare. Ma così, alle porte dell’alta stagione... È davvero il momento peggiore in cui potesse accadere una cosa del genere».

La famiglia Baldini si è risvegliata in un incubo, ma si è subito rimboccata le maniche per garantire comunque la sopravvivenza della stagione turistica. «Ancora adesso - rivela Riccardo - non siamo neanche del tutto coscienti dell’enorme danno causato dal rogo. Ma contiamo comunque di riprendere l’attività fin dai prossimi giorni. Stiamo pensando a soluzioni temporanee e “di emergenza”, poi cominceremo i lavori a settembre».

I gestori dell’Aurora 2 parleranno con tutti i clienti del bagno: «Confidiamo nella loro disponibilità e solidarietà. Almeno la zona piscina e la spiaggia non hanno subìto danni. E ci attrezzeremo con misure in grado di offrire servizi all’altezza ai frequentatori del bagno». L’idea è quella di allestire prefabbricati con cabine, spogliatoi e servizi igienici, mentre nell’area interessata dall’incendio saranno stesi dei teli di copertura, in attesa che tutto il materiale possa essere rimosso, al termine di rilievi e indagini delle forze dell’ordine.

Per quanto riguarda la dinamica del rogo, Riccardo conferma che «l’ipotesi più probabile è quella di un corto circuito partito dai macchinari del bar». «Non sono escluse neanche le altre piste - precisa - Le indagini sono in corso, ma saremmo sorpresi se si trattasse di un atto doloso. In fondo in passato qui non ci sono mai stati episodi vandalici, o peggio minacce o avvertimenti in tal senso. Comunque - aggiunge - saranno i rilievi della scientifica a fare chiarezza».

I proprietari dell’Aurora 2 hanno già mosso i primi passidi rito, dalla denuncia ai contatti con i geometri, grazie anche all’aiuto dell’associazione dei balneari. Intanto sui volti di Riccardo e degli altri familiari resta l’amarezza per quanto è successo. Il danno, oltre che sotto l’aspetto economico, è grave anche a livello emotivo: «Non le nascondo che questa mattina (ieri, ndr) quando mi sono precipitato allo stabilimento, mi veniva da piangere. La nostra è una società a livello familiare, e queste strutture erano un ricordo dei parenti che hanno gestito il bagno prima di noi. Speriamo di rialzarci al più presto, anche se non sarà facile». (g.c.)

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