Il Tirreno

Versilia

Comune verso lo sciopero I dipendenti: dateci i nostri soldi

di Donatella Francesconi

Stato di agitazione proclamato ieri mattina: dura condanna sull’operato dell’amministrazione Al centro del contenzioso anche i pensionamenti anticipati che ancora dividono la Giunta Betti

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VIAREGGIO. Dipendenti comunali verso lo sciopero, come da esito dell’assemblea che si è tenuta ieri mattina in Municipio. Al termine della quale è stato diffuso un comunicato senza appello: «Dura condanna - scrivono le rappresentanze sindacali dell’Ente - sull'operato dell'amministrazione che ad oggi dimostra di non essere in grado di compiere scelte mirate alla tutela dei propri lavoratori e dei servizi. Operando di fatto nel panico dinanzi alla difficile situazione economico-finanziaria in cui versa l'Ente». Proclamazione dello stato di agitazione, come previsto per legge, ed incontro in Prefettura - entro cinque giorni dalla formalizzazione della decisione - per verificare se tra le parti vi possa essere il raffreddamento della controversia.

Al centro della quale vi è una lunga serie di questioni, prima fra tutte il mancato pagamento degli straordinari, ormai da gennaio, così come non sono stati pagati i servizi cosiddetti “conto terzi”, come le scorte o i matrimoni. È soprattutto il Corpo di polizia municipale a non vedere gli straordinari da mesi, ma anche gli uffici del consiglio comunale, per esempio. Tanto che - visto lo stato di agitazione - i consigli comunali potrebbero non tenersi più la sera, ma la mattina. Rendendo la vita impossibile ai consiglieri che lavorano.

Gli altri punti del contenzioso sono: la riorganizzazione delle posizioni organizzative (i funzionari) cancellate dopo la riorganizzazione della macrostruttura (i dirigenti) ed il relativo pagamento di quanto dovuto per 2013 e 2014, e la partita dei pensionamenti anticipati.

«Avvertiamo conflitto all’interno dell’amministrazione comunale, con più volontà distinte, e dunque la delibera sulle modalità dei pensionamenti non arriva», sottolinea Massimo Rasile, nuovo rappresentante della Cgil-Funzione pubblica per la Versilia (gli altri sindacati presenti in Comune, oltre a Cisl e Uil e categorie relative, sono UgleCsa Fidel).

La scorsa domenica pomeriggio si è svolto un faccia a faccia tra l’assessore al personale Chiara Romanini ed il sindaco Leonardo Betti: e se per Romanini rimane la necessaria verifica su quali dirigenti per non sguarnire i servizi, per Betti la verifica è stata fatta e dunque si può procedere con tutti i pensionamenti necessari a garantire il risparmio annunciato con l’operazione. Ma il sindacato suona l’altolà ufficiale (sono mesi che radio Municipio racconta di una fibrillazione della Rsu sull’argomento): «La discrezionalità non è possibile - continua Rasile - così come non è possibile non avere un confronto sul futuro dei servizi del Comune, quando il personale sarà stato tagliato del 20% rispetto agli organici attuali». Tagli che dovrebbero essere compensati dal rientro in Municipio di buona parte dei dipendenti di alcune società partecipate: «Vero - risponde il sindacalista della Cgil - ma non si può prescindere dalle professionalità. Ovvero dal chi va a fare cosa...».

E non solo: «La questione dei finanziamenti - conclude Rasile - ci è stata posta come fautrice di risparmi e ringiovanimento della macchina comunale. Bene: allora ci deve essere detto con quali risorse si procederà, a partire dal terzo anno dall’avvio della operazione. Insomma: chiediamo che venga presentato un programma che specifichi chi esce e come».

Sull’insieme del caso-Comune si stende un’ombra: quella delle testa del ragioniere capo, Salvatore Santoro, l’uomo che ha detto no a tutti i pagamenti dell’Ente che non siano quelli essenziali. La politica, anche dentro l’amministrazione, ne chiede la non conferma. Ma l’assessore Lorenzo Bertoli è categorico: «Se va via Santoro vado via anch’io...Potete contarci».

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