Il Tirreno

Versilia

Ex direttore di banca fa il furbo con l’Asl per non pagare i ticket

di Gianni Parrini
Ex direttore di banca fa il furbo con l’Asl per non pagare i ticket

La Finanza passa al setaccio le autocertificazioni sospette in quasi tutti i casi accertate irregolarità punite con maxi multe

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VIAREGGIO. I furbetti del ticket sono avvertiti, la Guardia di Finanza è sulle loro tracce. Sono in corso i controlli delle Fiamme gialle sui cittadini della Versilia che utilizzano una falsa autocertificazione per non pagare il ticket sanitario o esibiscono un’attestazione Isee non conforme al vero per scalare posizioni nelle graduatorie per il contributo sugli affitti, i buoni studio, le iscrizioni negli asili nido e via dicendo. L'occhio è puntato in particolare sui ticket: l'Azienda sanitaria ha già passato al comando gli elenchi con i nominativi. I cervelloni sono al lavoro per fare una prima scrematura. I risultati dell’attività investigativa saranno presentati fra qualche tempo. Intanto, però, qualche notizia curiosa filtra già ed è relativa alle indagini chiuse nel 2013.

Dopo una prima scrematura di nomi, gli occhi elettronici dei cervelloni si sono focalizzati su una sessantina di casi sospetti. «Dove c'è fumo c'è arrosto» recita un vecchio detto confermato anche in questo caso: in 58 casi su 59, infatti, l'incrocio dei dati messo in atto dai super software delle Fiamme gialle ha fatto emergere delle irregolarità.

Dall'indagine viene fuori che la maggior parte delle persone sanzionate sono commercianti e libero professionisti con un reddito medio compreso tra i cinquantamila e gli ottantamila. Gli importi non pagati si aggirano in media intorno ai cinquecento euro e sono quasi tutti per prestazioni diagnostiche e visite specialistiche.

Tra i cosiddetti "falsi poveri" che in realtà non se la passano affatto male c'è anche un insospettabile ex direttore di banca. I furbetti che hanno dichiarato un reddito familiare inferiore alla soglia dei 36mila euro ora dovranno pagare il ticket all'Asl oltre e una sanzione pari al triplo della somma evasa. In pratica, se un cittadino ha evitato il pagamento di un ticket da cinquecento euro grazie ad una falsa autocertificazione, per mettersi in regola dovrà versare duemila euro: cinquecento all’azienda sanitaria locale e 1.500 di sanzione amministrativa.

Niente sfugge ai super software delle Fiamme Gialle. Il programma più noto utilizzato per questo tipo di indagini è Serpico: si tratta di un sistema informatico che consente alla Guardia di Finanza di incrociare i dati dei cittadini e verificare la loro situazione patrimoniale, assicurativa e bancaria. Basta inserire nome e codice fiscale del soggetto, fare “clic” e immediatamente sullo schermo appare una radiografia completa della persona indicata: dichiarazioni dei redditi, informazioni di tutte le banche dati collegate (dal Catasto al Demanio, dalla Motorizzazione all’Inps, quindi all’Inail fino alle Dogane), dalle automobili intestate, alle case, passando per i terreni, gli aerei, le barche, le polizze assicurative.

È inoltre possibile verificare anche le spese per le utenze (luce, gas, acqua), gli acquisti più costosi e significativi e perfino le iscrizioni in palestra, al circolo sportivo o alla scuola d'inglese finiranno nel mirino degli inquirenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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