Italia
Buco da 50 milioni paralizza il sindaco La mamma: vieni via
Nel giorno in cui Betti presenta i numeri del bilancio in municipio e sul web si rincorrono voci di dimissioni
VIAREGGIO. Dai 43 ai 50 milioni di disavanzo. Inizia con questo annuncio la lunga giornata del sindaco Leonardo Betti che un anno fa entrava trionfante in Municipio. Prima di snocciolare le cifre, Betti aveva incontrato la Fondazione Carnevale. Per dire a Pasquinucci, ai carristi, e a tutta la città che per il Carnevale di qui ad ottobre non c’è un euro. «Io fossi Leo me la darei a gambe.....non sta lì a fa l’eroe e per chi?»: la giornata dei conti in profondo in rosso si chiude con questa frase, scritta da Patrizia Luwereins sulla pagina Facebook ufficiale del primo cittadino. La signora Patrizia, che di Leonardo Betti è la madre, continua: «Ma sta lì a fa’ che? Capirei ci fossero cittadini grati... sono di un arroganza spaventevole!».
Betti e Lorenzo Bertoli, ed il suo assessore al bilancio, danno conto della ricognizione iniziata ormai mesi fa, stretti tra l’obbligo di approvare - prima o poi - il consuntivo 2013, e l’attesa della parola definitiva sull’ispezione compiuta dal ministero delle finanze (Mef) che a giorni dovrebbe “bombardare” il Comune di Viareggio con i propri risultati.
Il quadro è a tinte fosche. E le cifre sono il meno. Ci sono 20 milioni e 360mila euro di Tia da riscuotere dal 2008 ad oggi, e poi i 10 milioni della mancata vendita delle azioni della Viareggio porto con una gara ferma dal 2009 ad oggi con al momento zero prospettive di vedere la luce; ed ancora il milione e mezzo di mancato incasso degli oneri relativi all’intervento edificatorio all’ex Casa del fascio, con tanto di causa in Tribunale con l’impresa che in uno dei posti più belli della città doveva portare il mattone di lusso. Con un’operazione alla quale non è estranea una parte di centrosinistra che negli anni del governo Marcucci aveva un notevole peso specifico.
Al conto vanno aggiunti: 5.600.000 euro di entrate Tares 2013 non ancora versate dai cittadini; 4 milioni di minore accertamento per riduzione del capitale della Viareggio Patrimonio che ad oggi non sono stati incassati dal Comune (operazione targata amministrazione Lunardini); 7 milioni di disavanzo presunto per il 2013 della stessa Viareggio Patrimonio.
Alla domanda su a quanto ammonti il “buco” del Comune più le sue società (il famoso “Gruppo pubblico locale”), l’assessore Bertoli alza bandiera bianca: «È una delle partite che dobbiamo ancora definire. ..». Peccato solo che, nel frattempo, si debba mettere in piedi un Piano di risanamento. Per convincere il Mef che ci si è rimboccati le maniche lungo una strada che non tutti, in Giunta, condividono. A partire dall’assessore alla cultura, Glauco Dal Pino, a proposito del quale ieri si sono susseguite voci di dimissioni da lui stesso smentite. Piano di risamento che, a lungo incalzato, il sindaco Betti recita a memoria come la formazione della Nazionale: razionalizzazione della spesa, revisione di tutti i contratti nei confronti del Comune e delle società partecipate, alienazioni (quali? e per quale incasso previsto?), lotta all’evasione e all’elusione, scissione eventuale della Viareggio Patrimonio, vendita della Viareggio porto, prepensionamenti, verifica puntuale di tutti i centri di costo del Comune. Comune che fino a qualche giorno fa pagava la bollette della luce al Museo Puccini di Torre del Lago, «che è privato», sottolinea il primo cittadino. Che conclude la giornata con un invito: «A fare squadra, come nei momenti di crisi: tutti insieme, amministratori, Fondazioni e società partecipate, tagliando costi, accorpando servizi, cercando nuove entrate, potremo uscire dalla voragine che abbiamo ereditato da chi oggi pontifica o cavalca situazioni difficili di cui forse ha qualche responsabilità».
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