Parla il figlio del commerciante eroe: «Il suo sacrificio è stato dimenticato»
Piero Dainelli ricorda la figura del padre Athos, ucciso a Viareggio trent’anni fa da due banditi che aveva cercato di bloccare dopo una rapina. «Per quel suo gesto lo Stato ci ha liquidato 250 euro»
VIAREGGIO. Il 9 giugno 1984, Athos Dainelli, commerciante, venne ucciso a Bicchio da due rapinatori che aveva cercato di bloccare. Sono passati trent’anni ma per i familiari il dolore e la rabbia sono ancora vivi come allora. «Mio padre aveva 53 anni e non sopportava l’ingiustizia - ricorda il figlio Piero - era un omone allegro, robusto e coraggioso, che non si girava dall’altra parte. E quando quel tabaccaio chiese aiuto, non si voltò. Sacrificò la propria vita per quello in cui credeva: anche se era ancora giovane, anche se aveva una moglie e tre figli. Ma nessuno, in questi 30 anni, ha mai chiesto come ci sentivamo, se avevamo bisogno di qualcosa. Ci hanno liquidato con un assegno da 500mila lire, 250 euro di oggi, che non abbiamo mai riscosso. È una questione di dignità: noi ce l’abbiamo, chi ha dimenticato mio padre, no». Un anniversario tragico per Piero Dainelli, 55 anni, che ha voluto con un’intervista al Tirreno ricordare la figura del padre e protestare per il fatto che di lui e del suo atto di eroismo le istituzioni si sono dimenticate.
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