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Felici: partecipare non significa impedire qualsiasi scelta
FORTE. La partecipazione non arriva con atti e delibere. E soprattutto non può impedire qualsiasi decisione. È questo, in sintesi, l’esito dell’incontro “Cosa vuol dire partecipare?” a Villa...
FORTE. La partecipazione non arriva con atti e delibere. E soprattutto non può impedire qualsiasi decisione.
È questo, in sintesi, l’esito dell’incontro “Cosa vuol dire partecipare?” a Villa Bertelli a cui ha partecipato il responsabile del settore Politiche per la partecipazione della Regione Toscana Antonio Floridia.
«Il suo intervento - ha dichiarato al termine l’assessore alla partecipazione civica Alessio Felici - ha toccato molteplici aspetti. Innanzitutto, ha chiarito come la partecipazione sia il luogo della discussione e non si può pretendere che questo diventi quello della decisione, dal momento che l’amministrazione comunale ha molti canali di ascolto, non solo quello degli incontri organizzati dal Forum Permanente e ha il dovere di ascoltare tutti i cittadini. Inoltre, i processi partecipativi devono essere avviati su questioni di grande respiro, come ad esempio la pianificazione territoriale e prima che siano state assunte delle decisioni. Non è pensabile continuare a dibattere su questioni di ordinaria amministrazione per le quali la giunta ha già fatto la sua scelta. In un momento dove la credibilità della politica è a livelli molto bassi, basti pensare all’astensionismo raggiunto alla ultime elezioni europee, la partecipazione è uno strumento molto importante per ridare fiducia ai cittadini nelle istituzioni, ma si deve sviluppare una vera e propria “cultura della partecipazione” che favorisca il dialogo fra cittadini e amministrazione stemperando gli eventuali contrasti, riconoscendo il ruolo decisionale di chi ricopre incarichi pubblici, anche quando le decisioni dell’amministrazione non sono gradite».
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