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Misericordia nel caos finisce l’era Matteucci l’assemblea lo sfiducia
I soci votano le dimissioni del governatore e del consiglio Lui resta in carica fino a settembre ma i conti preoccupano
CAMAIORE. Misericordia, la resa dei conti è arrivata: i soci hanno sfiduciato il governatore Pierluca Matteucci e il consiglio di direttivo. Sono queste le decisioni a cui è giunta l’assemblea di sabato scorso dopo una lunga discussione, conclusa con la non approvazione del bilancio (in rosso di circa 40mila euro) e il pollice verso nei confronti del governatore e dei membri del consiglio. È lo stesso Matteucci – in carica come presidente dal 2006 ma già da anni figura di riferimento all’interno dell’associazione – a comunicare la notizia: «Ho preso l'impegno di informare la Confederazione nazionale delle Misericordie delle decisioni dell'assemblea – dice – Proporrò di convocare le elezioni a settembre. Mi rimetterò alle decisioni che prenderà la Confederazione. Nell'attesa restiamo in carica per l'ordinaria amministrazione, a meno che qualche membro del consiglio non si dimetta». Matteucci non ha digerito il voto di sfiducia dell’assemblea e sottolinea alcune presunte irregolarità: «Segnalerò alla Confederazione che hanno preso parte all’assemblea alcuni soci che non avrebbero dovuto avere diritto di voto».
Dal canto loro gli oppositori, guidati in particolare da Odoardo Francesconi, durante la discussione hanno fatto notare diverse questioni, a loro giudizio imputabili, alla cattiva gestione di Matteucci. Innanzi tutto l’aspetto economico: il bilancio della Misericordia, chiude in rosso di circa 44mila euro, una cifra inferiore a quella dello scorso anno ma ridotta – sostengono gli oppositori – grazie all’accensione di un mutuo preso a novembre. A questo si aggiungerebbero altri due mutui presi anni fa per la realizzazione della nuova sede e un finanziamento per il progetto del fotovoltaico. Che la situazione economica non fosse particolarmente florida lo si era già capito nelle settimane precedenti, con il distacco della corrente alla chiesa di via XX settembre per il mancato pagamento della bolletta. Pare, inoltre, che nei mesi scorsi gli stipendi di alcuni dipendenti siano arrivati con ritardo. Ad aggravare questa situazione – lamentano gli oppositori – si è aggiunta anche la stabilizzazione di novr precari, decisa da Matteucci e dal consiglio appena una decina di giorni fa: «Visto il numero crescente di servizi che siamo chiamati a svolgere abbiamo ritenuto giusto fare questa operazione», spiegava il governatore. Una scelta che dagli oppositori è considerata un suicidio economico. Per questo l’assemblea di sabato ha chiesto che venga nominato quanto prima un commissario straordinario per condurre l’associazione alle elezioni. (g.p.)
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