I Bronzi di Riace simbolo della forza della città ferita
Ana Gontero, artista italo argentina, rende omaggio a Viareggio e alle vittime della strage del 29 giugno 2009 con una mostra a Villa Paolina
VIAREGGIIO. Un messaggio di speranza, un invito a risollevarsi, ma anche a non dimenticare il disastro ferroviario che il 29 giugno 2009 sconvolse la città di Viareggio.
La scultrice Ana Gontero, argentina di origini italiane, è molto colpita da un’esperienza vissuta da vicino, un tragico episodio che l’ha indotta a proporre un'opera dal forte contenuto emotivo dal titolo “Oltre le rovine”, personale di scultura inaugurata venerdì a Villa Paolina. «Ho pensato: che potrei fare per chi ha tanto sofferto in questo disastro? - afferma la Gontero - E mi sono venuti in mente i bronzi di Riace, che per duemila anni sono stati sommersi sott’acqua e poi sono stati sollevati fuori dal mare. Gravi catastrofi nel 2009 hanno sconvolto l’Italia: il disastro di Viareggio, il terremoto dell’Aquila... ma l’uomo resta in piedi, come i greci di Riace quando furono tirati fuori dal mare. Mi è sembrato un buon augurio».
«Il pensiero di fondo - prosegue Gontero - è che nonostante le tragedie che sconvolgono il mondo l'uomo ha la capacità di risollevarsi».
È tramite la bellezza e i contenuti dell'arte che la nota scultrice lancia il messaggio della continuità, della continuazione e, ovviamente, della memoria, concretizzata con due colonne spezzate, una delle quali è in piedi sopra una base marmorea bianca (la purezza, la speranza) e l'altra a terra, simbolo dell’eternità.
L'amore di Ana per Viareggio è grande: «Da tantissimi anni l’estate vengo in Versilia. Mia nonna argentina veniva agli inizi del Novecento e mi parlava sempre di Viareggio. I miei genitori sono argentini, ma di origini italiane: ho sempre avuto un forte legame con questa terra. Ho studiato dai dieci ai quattordici anni a Santa Magherita Ligure - spiega - ed ho imparato a lavorare il marmo a Pietrasanta. Vivo in Argentina ma tutte le estati torno… mi è sembrato giusto rendere omaggio ad una città che mi ha dato tanto».
Il fil rouge che lega le diciannove opere esposte è un appassionato omaggio all’Italia, un viaggio tra le bellezze del nostro paese, passando da Pisa, Portovenere, Venezia, San Gimignano, Volterra, Altopascio, Firenze, Napoli, Torino, Lucca, Montesiepe e San Galgano.
Sculture che ci ricordano le bellezze del nostro paese, ma anche le sue sofferenze, il suo potenziale, la sua storia. «Le opere sono state realizzate a Pietrasanta durante i miei soggiorni estivi degli ultimi venti anni – afferma la Gontero - periodi indimenticabili in cui ho goduto della magia, della purezza e dell’arte di questa terra». «La scultura ‘Omaggio a Teresa’, ad esempio, rappresenta il castello di Monteleone construito dalla Marchesa Teresa Botto de Fornari (parente della Gontero), una donna che lasciò una forte impronta con la sua forza, la sua dignità e la sua bellezza interiore, virtù che sono necessarie a tutte le donne per portare il loro progetto di vita avanti». La personale “Oltre le rovine” resterà visitabile al pubblico fino all’8 giugno. Orario continuato 15.30-19.30
Isotta Boccassini
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