Mauro Moretti (Fs) non sarà al congresso della Filt-Cgil
L’organizzazione sindacale lo aveva avvisato di «possibili tensioni a livello locale estranee al congresso» Andrea Maccioni, che nel disastro ferroviario di cinque anni fa a Viareggio ha perso la sorella e due nipotini, disdice la tessera della Fiom e scrive: «Questo sindacato non mi rappresenta più».
Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie e tra gli imputati per il disastro ferroviario di Viareggio cinque anni fa, non parteciperà mercoledì 2 aprile al convegno organizzato dalla Filt-Cgil nell’ambito del proprio congresso nazionale, a Firenze. Lo rende noto lo stesso sindacato, spiegando che Moretti ha accolto la richiesta avanza dalla stessa Filt-Cgil di non essere presente all’appuntamento a causa della valutazione di «possibili tensioni a livello locale, estranee al congresso». I familiari delle vittime della strage avevano organizzato un presidio di protesta, insieme all’Assemblea 29 giugno, in occasione dell’appuntamento. Alla nota della Filt-Cgil replica Daniela Rombi, presidente dell’associazione dei familiari: «Siamo tutto fuori che “possibili tensioni”. Come dimostra la storia di questi lunghi anni di nostra presenza in strade e piazza per ottenere verità e giustizia». Andrea Maccioni, che la notte della strage ha perso la sorella e due nipotini in tenera età, ha disdetto la tessera della Fiom-Cgil: «Questo sindacato non mi rappresenta più», ha spiegato. A lui ha risposto Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom lucchese: «Caro Andrea, sono costernato e rammaricato per quanto ti tocca ingoiare anche da parte di organizzazione che invece di perdere la bussola avrebbe dovuto fare i salti mortali pur di non abbandonarvi e assistervi secondo convenienza. Io mi scuso se non sono riuscito a fare abbastanza per fare in modo da rendere questa organizzazione più vicina ai bisognosi e alla parte più debole del Paese. Capisco il tuo disappunto e sono fortemente dispiaciuto, continuerò per quanto mi sarà reso possibile a perorare nella causa sperando davvero che la Cgil - che vorrei - ritorni essere il punto di riferimento distinguibile e affidabile per tutti coloro che lottano per la giustizia e la democrazia».
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