Nessun risarcimento per lo stop ai lavori accanto alla chiesa
La società proprietaria dell’immobile di fianco a Sant’Ermete aveva chiesto al Comune oltre tre milioni di euro di danni
FORTE DEI MARMI. Il Tar dà ragione al Comune sulla vertenza per l’edificio di via Duca d’Aosta e che fiancheggia, spalla spalla la chiesa di Sant’Ermete.
Edificio che molti anni fa ospitava abitazioni e l’ex-ristorante La Greppia è stato oggetto, negli anni, della presentazione di un progetto - per il quale era stata rilasciata un apposita concessione edilizia dal Comune - di ristrutturazione, ampliamento e realizzazione di un parcheggio interrato. Ma da lì a poco, era il febbraio del 2003, sono cominciati i guai che hanno coinvolto proprietà e Comune finiti l’uno contro l’atra in tribunale. Adesso si è finalmente conclusa davanti al Tar della Toscana la complessa vertenza urbanistico-edilizia relativa questo complesso immobiliare.
I lavori di ristrutturazione dell’edificio cominciarono nel maggio 2005. La società titolare del permesso di costruire, dopo l’inizio dei lavori, aveva ceduto l’immobile ad un’altra società, la Ducale Spa, che aveva a sua volta proseguito le opere, che furono però interrotte da vari provvedimenti comunali, in quanto vennero rilevate difformità anche importanti per quanto sempre contestate dalla proprietà.
La questione poi sollevò parecchio clamore e moltissime preoccupazioni anche perché il programma dei lavori comprendeva anche uno scavo per ricavare il parcheggio sotterraneo, ed questi interventi avevano creato allarme addirittura per la stabilità della vicina chiesa. Allarme per i rischi di un crollo strutturale della chiesa del Forte, che nel 2007 avevano sollevato grande preoccupazione in paese, non solo tra i residenti ma anche tra i numerosi villeggianti storicamente legati alla parrocchia di Sant’Ermete.
Così alla fine il cantiere era stato sospeso e si era aperto un vero braccio di ferro fra la società proprietaria dell’edificio e l’Amministrazione Comunale in ordine alle difformità riscontrate.
La società Ducale spa, peraltro, aveva anche intrapreso un’azione per un cospicuo risarcimento dei danni che asseriva di aver subito proprio a causa della sospensione dei lavori. La cifra richiesta come risarcimento a fronte dell’impossibilità di ultimare le opere previste era di 3milioni e 200mila euro.
Adesso però la sentenza del Tar ha respinto tutti i ricorsi presentati contro i provvedimenti comunali, condannando la ricorrente anche alle spese del giudizio.
Il Comune era rappresentato dagli avvocati Natale Giallongo del Foro di Firenze e dal legale interno Giuliano Turri.
Questa decisione che azzera dunque una vicenda che andava avanti da nove anni riapre adesso il dibattito e la prospettiva sulle varie possibilità che ci sono per l’edificio posto fianco della Chiesa fortemarmina, edificio che comunque è fatiscente e non utilizzabile così com’è.
Anni fa Ennio Staccioli, esponente del centrodestra, aveva anche lanciato la proposta di chiedere ai titolari una permuta con altre proprietà comunali in modo poi che, con tutte le cautele del caso, - si giungesse ad abbattere la vecchia palazzina e a crearvi una piazza e un parco che darebbe respiro a quella zona di via Duca d’Aosta particolarmente affollata sul piano urbanistico. Chissà se sarà la volta buona…
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