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Cave: i grillini sono per la chiusura
Dal movimento 5 Stelle i voti contrari al documento pro lapideo
STAZZEMA. Salvare «una cultura pluricentenaria» e non vanificare gli investimenti «fatti dagli imprenditori del lapideo e dalla stessa Regione» e naturalmente non riunciare alla filiera corta. Sono questi i punti salienti del documento approvato martedì dal Consiglio comunale congiunto di tutte le amministrazioni della Versilia, che si è svolto al Palazzetto della cultura di Cardoso, a Stazzema. Il documento, che ha avuto i voti contrari del Movimento 5 stelle di Viareggio, è nato sulla falsa riga di quanto è già stato approvato dal consiglio che si è svolto a Seravezza e quello a Minucciana e raccoglie le istanze più importanti.
Il documento affronta i temi della tutela del lavoro, della sicurezza «assunti come importanti, e si ritiene irrinunciabile la filiera corta». E infine prende atto che si riparte dalla cartografia del Piano del parco del 2002.
Durante il consiglio è intervenuto anche il presidente provinciale della Cna, Luca Poletti. «Apprezziamo l'iniziativa dei sindaci e dei consigli comunali e la volontà di aprire un confronto con la Regione che ha preso un provvedimento caduto dall'alto senza tenere conto della storia di un intero comprensorio. Un errore grave che dev'essere recuperato perché il rapporto secolare tra il territorio e l'attività di estrazione e lavorazione del marmo non può essere sostituito in alcun modo. Logicamente c'è un equilibrio da salvaguardare tra l'attività delle cave e la tutela dell'ambiente, questo però non significa che si debba chiudere e azzerare un'intera filiera».
Dura invece la posizione di M5S che definisce il consiglio straordinario «una bruttissima pagina per la politica versiliese, per le Alpi Apuane e per chi in questi bellissimi luoghi abita e lavora. Si è persa l'ennesima occasione per guardare al futuro di questa parte di Toscana, per ripensare una monocultura, quella del marmo, ormai divenuta palesemente insostenibile, ambientalmente ed economicamente».
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