Avvocati in sciopero a metà aprile
La protesta dei penalisti di tutta la provincia che contestano la disorganizzazione del Tribunale
VIAREGGIO. Astensione collettiva degli avvocati di tutta la Camera penale di Lucca per i giorni 14 e 15 aprile. Nei quali gli avvocati non presenzieranno alle udienze del settore penale e non parteciperanno a tutte le altre attività relative. Ad annunciarlo è il presidente della Camera penale di Lucca, Riccardo Carloni. Molti i punti all’ordine del giorno della protesta degli avvocati. Da quelli “pratici”, là dove si segnalano «da tempo situazioni di particolare difficoltà per l’accesso ad alcune cancellerie e segreterie, in conseguenza del numero esiguo di impiegati addetti al pubblico e al disbrigo delle richieste degli avvocati, nonché a causa dell’eccessiva ristrettezza dell’orario di apertura delle medesime», a quelli che attengono l’esercizio delle professione ed il diritto di difesa. Gli avvocati, infatti, contestano la circolare della Procura «che ha espressamente previsto l’onere, per i difensori, di concordare preventivamente con il “titolare” del fascicolo la misura di applicazione delle pena». Succede troppo spesso - così la protesta - «che il difensore dell’imputato non possa concordare la pena, con il magistrato presente in udienza, se diverso da quello titolare del fascicolo delle indagini preliminari».
Gli avvocati da tempo - ricorda la nota della Camera penale - «hanno avanzato critiche circa la suddivisione dei carichi di lavoro fra i singoli magistrati secondo il criterio delle materia». Ma «non si è registrato alcun intervento atto a mitigare le conseguenze di un simile rigido schema di ripartizione tabellare, necessariamente destinato a dare vita ad una giurisprudenza locale monocorde, vieppiù inopportuna in un Foro dalle modeste dimensioni quale è quello del circondario del Tribunale di Lucca». Inoltre, «si sono verificati momenti di forte frizione in relazione ai criteri di distribuzione tabellare per l’assegnazione dei procedimenti penali agli organi giudicanti nei quali è suddiviso il Tribunale». E, da ultimo ma non per importanza, gli avvocati denunciano «le disfunzioni relative alle applicazioni degli istituti della difesa d’ufficio e del patrocinio a spese dello Stato». Perché «i giudicanti perseverano nell’emettere provvedimenti contrari tanto alla sostanziale pacifica giurisprudenza in materia, quanto al protocollo adottato di comune intesa con l’Autorità giudiziaria. Andando a ledere in maniera palese i diritti dei soggetti che costituiscono la fascia più debole della società civile». (d.f.)
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