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Bagni in fiamme Nelle immagini spuntano due uomini
Le indagini puntano sulle riprese offerte dalle telecamere Intanto dopo il rogo i concessionari provano a ripartire
VIAREGGIO. Ore e ore di fotogrammi passati al setaccio. Il tutto per capire se gli occhi elettronici che la notte tra il 20 e il 21 erano puntati sulla Passeggiata, hanno ripreso qualcosa di utile a identificare i piromani che hanno appiccato il fuoco ai bagni “Nido” e “Sorriso”. Le voci si rincorrono e gli inquirenti non confermano, ma pare che le videocamere abbiano ripreso due uomini diretti verso la spiaggia, all’altezza degli stabilimenti incendiati, poco prima che le fiamme si levassero al cielo. Se sia una pista che porta a qualcosa o se invece si tratti di due appassionati di passeggiate notturne in riva al mare, per il momento è difficile dirlo. I piromani, infatti, dovrebbero avere con sè una tanica o un altro recipiente per trasportare benzina o altro liquido infiammabile utilizzato per appiccare l’incendio. Ma i due uomini inquadrati dalle videocamere non sembrerebbero avere con sè nulla di simile.
Bocche cucite al commissariato di Viareggio sullo stato delle indagini. «Non ci sono novità – spiegano gli inquirenti – Stiamo valutando le immagini, ma al momento non c’è niente di significativo. Due uomini? Non mi risulta. La benzina? Dovremo aspettare ancora un mese e mezzo per avere i risultati delle analisi della scientifica».
Nell’attesa di dare un volto ai piromani i due gestori degli stabilimenti si sono rimboccati le maniche per cercare di riaprire il prima possibile: «Stamani – spiega Riccardo Barsotti, socio del “Sorriso” – sono andato in Comune per capire qual è la strada più breve ad ottenere i permessi. Presentando un progetto per rifare il bagno identico a com’era, non avremmo intoppi ma bisognerà capire se i tempi per realizzarlo ci sono».
Mauro Cinquini, titolare del “Nido”, ieri mattina ha fatto visita alla Sea per capire quanto tempo ci vorrà prima di poter spostare le strutture distrutte dall’incendio: «Non ci sono rifiuti pericolosi – spiega Cinquini – Per cui la cosa dovrebbe essere possibile già nei prossimi giorni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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