Il Tirreno

Versilia

Come un incubo: «Brucia la Passeggiata»

di Roy Lepore
Come un incubo: «Brucia la Passeggiata»

Le testimonianze choc di chi ha dato l’allarme: non sembrava vero. Gli stabilimenti Nido e Sorriso divorati in poco tempo

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VIAREGGIO. Sta pescando sul Molo Elia Cinquini, quando - poco dopo l’1 - vede il bagliore provenire dalla zona dell’Orologio. «Ho chiamato subito mio padre Mauro, come per un presentimento. Anche se da lontano non mi rendevo conto che l’incendio potesse essere divampato nel nostro bagno». E invece è proprio lì, nello stabilimento Nido e nel vicino Sorriso, che le fiamme stanno divorando cabine, attrezzi, locali. In una parola, tutto.

In fumo 90 anni di storia. Elia non se la sente di proseguire la sua serata con la pesca. Una passione come quella per l’hockey su pista: la stessa di papà, anche lui giocatore e poi allenatore fra l’altro del Cgc Viareggio e del Sarzana. Si vuole rendere conto di persona, Elia, di cosa stia accadendo. Arrivato nei pressi del suo bagno, il Nido, che sta lì dal lontano 1921, Elia incontra il papà. Ed entrambi non riescono a credere a quello che vedono. Le fiamme hanno incenerito due stabilimenti balneari: il loro e il Sorriso, che praticamente si trovava sul solito “vagone”.

Lo sgomento dei testimoni. In questa notte drammatica tra giovedì e venerdì Elia Cinquini ha come lo sguardo nel vuoto. Con lui il papà Mauro e la moglie. Lo ha raggiunto anche la sorella Simonetta, che con lui è contitolare del bagno. «Non ci posso credere che sia vero - dice Mauro - pensate che c’erano i chiodi e le tavole delle cabine ancora degli anni ’20, quando è stato costruito. Non avevamo aggiunto nulla di diverso, perché in questo modo potevamo ricevere la stella che viene assegnata ai bagni costruiti tanti anni fa. Ci tenevo davvero, ed invece ci hanno fatto davvero un bel danno. E pensare che a Pasqua volevamo aprire per prepararci per la stagione estiva. Adesso chissà quando potremo farlo. Speriamo che i nostri clienti comprendano cosa ci è accaduto e che vengano ugualmente. Appena ci daranno l’autorizzazione per rimuovere quello che è rimasto del bagno cercheremo in fretta di iniziare i lavori. Certo non sarà più come prima, perché quello che ha accompagnato la nostra vita in questi anni è diventato cenere in poco tempo».

Una notte da incubo. Sul posto, nonostante l’ora tarda, sono in tanti. Andrea Becagli dell’hotel Bella Riviera, ha visto le fiamme da piazza Mazzini. «Brucia la Passeggiata», dice con angoscia. Sul posto arrivano le squadre dei vigili del fuoco, che con i generatori illuminano a giorno la zona. Iniziano a spegnere le fiamme a fatica. E meno male che, a differenza del solito, non tira un vento forte, altrimenti chissà cosa potrebbe accadere. Le sirene delle auto della polizia rompono il silenzio della notte, transitando in Passeggiata. Gli agenti che conducono le indagini cominciano ad ascoltare i titolari dei due bagni. Poi arrivano anche i carabinieri, dove pochi giorni fa ha presentato denuncia Riccardo Barsotti, titolare del bagno Sorriso per un tentativo di incendio. «Qualcuno ha cercato di appiccare il fuoco, ma il danno si è limitato alle persiane delle cabine - dice Barsotti - ora mi trovo davanti a questo triste spettacolo e non riesco a darmi una spiegazione». Sul posto c'è anche il presidente dei balneari della Passeggiata, Carlo Monti. «L'associazione sarà a fianco dei due proprietari per farli ripartire il più in fretta possibile - dice - e con gli altri colleghi faremo quadrato».

Cittadini preoccupati. Ieri mattina in diversi hanno portato una parola di conforto ai concessionari. Nessuno ha visto nulla e l'interrogativo che si sono posti fin dalla notte scorsa, per poi ripeterlo anche ieri alla luce del sole i titolari dei bagni, è il come sia potuto accadere un episodio del genere. C’è poi chi fa riferimento al fatto che la Passeggiata è ormai terra di nessuno. «Dopo i furti a ripetizione, ci mancava anche questo rogo», dice Umberto, che abita in via Buonarroti e stava tornando a casa, quando si è fermato incuriosito dai lampeggianti dei mezzi dei vigili del fuoco. «Bella mi’ Viareggio, come sei ridotta», ha detto scuotendo la testa.

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