Il Tirreno

Versilia

no della sinistra

La maggioranza si spacca sulla vendita della farmacia

La maggioranza si spacca sulla vendita della farmacia

PIETRASANTA. Maggioranza in fibrillazione sulla vendita della farmacia comunale di Porta a Lucca ai privati. Il via libera o meno all’operazione è atteso per questo pomeriggio, in un incontro fra i...

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Maggioranza in fibrillazione sulla vendita della farmacia comunale di Porta a Lucca ai privati. Il via libera o meno all’operazione è atteso per questo pomeriggio, in un incontro fra i partiti della coalizione. Ma già al momento si sa che Rifondazione Comunista e Pdci si opporranno alla linea, quella appunto della vendita, indicata dal sindaco Domenico Lombardi. Alienare l’azienda farmaceutica, a detta del primo cittadino, servirebbe a migliorare decisamente i conti di bilancio, visti i potenziali 900mila euro che potrebbero arrivare dall’operazione. Opzione, però, come detto, respinta seccamente dal Pdci. «Diremo no anche in consiglio comunale, qualora ve ne fosse la necessità. La situazione difficile dei conti pubblici ereditati dai governi di destra non può infatti giustificare la vendita di beni e strutture che possono avere ancora un’utilità pubblica. Il nostro atteggiamento su tale principio valeva quando eravamo all’opposizione di Mallegni e vale, a maggior ragione, adesso che siamo in maggioranza. Nessuna deroga su questo tema. Vogliamo poi ricordare che alcune indicazioni assunte in maggioranza per verificare le reali potenzialità della farmacia comunale, tra le quali quella di agevolare la viabilità di accesso e la sosta, non sono state ancora attuate. La domanda che viene naturale porsi è: perché? Inoltre, come ipotesi di ultima istanza prima della vendita, era stata valutata la possibilità di uno spostamento della sede della farmacia in una zona prossima a Porta a Lucca, ma di più facile accesso. Anche in questo caso, aspettiamo di sapere qualcosa. Siamo convinti che la farmacia abbia ad oggi ancora margini di miglioramento e che possa tornare in attivo. Quindi, prima di parlare di vendita della farmacia comunale - ribadiscono i Comunisti Italiani - si rispettino le indicazioni già concordate in quelle stesse riunioni di maggioranza in cui qualcuno vorrebbe si decidesse, adesso, per la vendita di un bene che ancora oggi svolge servizi utili per la nostra collettività». Di tutt’altra opinione Fabio Simonini, consigliere indipendente di maggioranza. «C’è una legislazione molto chiara in materia che impone nel 2017, alle partecipate comunali che chiudono con gli ultimi quattro bilanci in perdita, dell’ultimo quinquennio, la privatizzazione forzata nel giro di sei mesi. Nel nostro caso si parla da anni di una gestione in perdita, con cifre molto pesanti, senza alcun spiraglio a breve termine di un miglioramento delle condizioni generali. Non me la sento di continuare ad avallare questa situazione, si tratta di un accanimento terapeutico inutile e dannoso per la collettività». (l.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani