Chi ha paura delle indagini della commissione ministeriale
VIAREGGIO. Chi ha paura della commissione di indagine del ministero dei trasporti e del lavoro che la stessa ha svolto per far sì che un disastro ferroviario come quello di cinque anni fa a Viareggio...
VIAREGGIO. Chi ha paura della commissione di indagine del ministero dei trasporti e del lavoro che la stessa ha svolto per far sì che un disastro ferroviario come quello di cinque anni fa a Viareggio non accada mai più? Gli avvocati della parti civili (Dalla Casa, Pedonese, Nicoletti, Bagatti e altri) hanno chiesto l’acquisizione agli atti delle relazioni frutto del lavoro fatti dalla commissione (nominata dalla Direzione generale delle investigazioni ferroviarie, diretta da Marco Pittaluga). Due relazioni distinte per due pezzi importanti delle cause del disastro: l’asse che si spezza, con il suo carico di manutenzioni fai da te, in un sistema europeo che molto deve ancora macinare su questo terreno; ed il picchetto di regolazione curve che, secondo la commissione, è l’oggetto che ha la più elevata probabilità di aver squarciato la cisterna carica di Gpl. Nel primo caso, la commissione ha emanato undici prescrizioni stringenti, ben lungi dal trovare ancora piena applicazione. Nel secondo, invece, ha prescritto ad Rfi di rimuovere o mettere in sicurezza i picchetti e ogni altro ostacolo atto a tagliare/squarciare ciò che sui binari viaggia.
Un lavoro - questa la tesi dei difensori degli imputati - che la commissione avrebbe svolto «utilizzando - così l’avvocato Gaetano Scalise - solo ed esclusivamente gli atti provenienti dalla Procura, elaborati, in modo parziale, autonomo e senza contraddittorio».
Va ricordato - per dovere di verità - che la commissione (presidente Franco Branciamore, con i colleghi Roberto Lucani e Lorenzo Loreto) ha presenziato all’intero incidente probatorio, fianco a fianco con i periti di tutte le parti oltre che di quelli del giudice per le indagini preliminari. Ed ha ascoltato, prima della chiusura di entrambe le relazioni, i principali soggetti coinvolti. Tanto che lo stesso Marco Pittaluga, racconta nel dettaglio - in una lettera al direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, di aver incontrato lo stesso amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, per trattare con lo stesso l’esito del lavoro effettuato sul picchetto.
L’esito del lavoro della commissione di indagine del ministero è anche oggetto del confronto europeo in materia di sicurezza ferroviaria. Tanto è il peso delle prescrizioni per un traffico ferroviario che ormai non conosce confini. (d.f.)
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