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Azimut, un centinaio di esuberi Oggi l’incontro coi sindacati
VIAREGGIO. Nuovo appuntamento, oggi, con la trattativa sindacale per definire il futuro di Azimut che si è aperta l’11 marzo. Oggi l’azienda presenterà il piano industriale a fonte del quale ci sono...
VIAREGGIO. Nuovo appuntamento, oggi, con la trattativa sindacale per definire il futuro di Azimut che si è aperta l’11 marzo. Oggi l’azienda presenterà il piano industriale a fonte del quale ci sono sul piatto, però, un centinaio di esuberi tra Livorno, Viareggio e Fano.
«Azimut non ha più avuto cassaintegrazione dal 2010 - ricorda Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom-Cgil provinciale -: oggi si pone il problema di stabilizzare l’azienda. Questa è l’incognita del piano industriale».
Anche in questo caso, come pure è stato per Perini che ieri ha firmato il pre accordo con i sindacati, l’azienda sembra decisa ad utilizzare forme di accompagnamento alla pensione.
«Ci sono problemi - continua Pocai - che chiedono formule per gestire la crisi. Questo denuncia un problema strutturale dell’azienda. Che, però, ha messo sul tavolo sei milioni di investimenti che toccheranno anche Viareggio». Non è, però - lancia l’allarme il sindacalista - tutto oro quello che luccica: «Un centinaio di dipendenti in meno fanno giusto 5 milioni all’anno risparmiati. Se l’investimento è di sei, significa che è interamente realizzato dalla riduzione del personale, operazione che va a coprire, dunque, tutti i costi. Bene: così non va. Noi chiediamo alla proprietà di mettere mano al portafoglio e mettere nel piano industriale e nella sua realizzazione quello che in questi anno si è incassato».
Alla fine la sensazione è che vada un po’ così per tutti i cantieri della grande nautica viareggina e toscana. Costretti a fare i conti con i “gigayacht”, lanciati oltre i cento metri di lunghezza: «Un tipo di scelta - sottolinea Pocai - che fa rischiare vuoti importanti di produzione. Anche sulla gestione di questo passaggio servono certezze».
In un quadro generale che non porta per il 2014 niente di buono e sembra non lasciare prospettive neppure per il prossimo 2015. Se è vero che - dati alla mano - emerge come tra i “big “ della nautica, mentre tutto intorno si bruciano milioni e milioni, un solo cantiere presenti bilanci in utile. (d.f.)
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