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Versilia

Centro congressi, aperta la mobilità per 18 dipendenti

VIAREGGIO. Procedura di mobilità per i dipendenti (6 in inverno più i 12 dell’estate) del Centro congressi, gestito dalla “Viareggio Versilia congressi”, società partecipata del Comune posta in...

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VIAREGGIO. Procedura di mobilità per i dipendenti (6 in inverno più i 12 dell’estate) del Centro congressi, gestito dalla “Viareggio Versilia congressi”, società partecipata del Comune posta in liquidazione dalla amministrazione Lunardini che, nel corso della propria attività, vide approvata in consiglio comunale la revoca della liquidazione e la ricapitalizzazione con il passaggio dalla Viareggio patrimonio alla stessa “Viareggio Versilia congressi” dell’immobile che ospita centro congressi e stabilimento balneare. A nessuna delle due azioni è mai stato dato corso. Oggi la società (il liquidatore è Riccardo Cima) è messa sotto accusa dai revisori dei conti del Comune, impegnati nella ricognizione sullo stato delle società partecipate. Futuro incerto, dunque: «In queste condizioni - spiega Cima - non potevo che agire così, informandone il sindaco Betti».

All’apertura della procedura di mobilità è seguito il raffreddamento delle relazioni sindacali: azienda e organizzazioni sindacali sono in attesa di essere convocati in Prefettura per capire che cosa accadrà nei prossimi mesi. Intanto è molto probabile che slitti l’apertura dello stabilimento balneare, prevista per il primo di aprile come di consueto.

Nei giorni scorsi, intervistato dal “Tirreno”, il primo cittadino aveva dichiarato che per la stagione estiva del Principe di Piemonte non vi sarebbero stati problemi e che il principale obiettivo era la tutela dell’occupazione. A questo, punto, con la procedura di mobilità aperta, che accadrà?

In attesa di riposte, Riccardo Cima ci tiene a ricordare che «il Comune di Viareggio, i sindaci che si sono succeduti, il ragioniere capo, il collegio dei revisori dei conti, sono sempre stati informati ed è stata trasmessa tutta la documentazione societaria». Può darsi che qualcosa, nella comunicazione «fra l'attuale collegio dei revisore e gli uffici e/o il precedente collegio» non abbia funzionato ma - ribadisce Cima - «certamente non si può mettere in dubbio la trasparenza amministrativa della società». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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