Il Tirreno

Versilia

lotta al randagismo

«Asav e Nati liberi hanno sempre lavorato bene»

PIETRASANTA. Una serie di accuse reciproche. E poi la battaglia tra due gruppi di associazioni animaliste che finisce in tribunale. Motivo del contendere le cosidette “staffette della speranza”, cioè...

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PIETRASANTA. Una serie di accuse reciproche. E poi la battaglia tra due gruppi di associazioni animaliste che finisce in tribunale. Motivo del contendere le cosidette “staffette della speranza”, cioè il trasporto di animali dal Sud Italia affinché trovino una famiglia nelle nostre zone. Nel 2010 Angela Lunardi di Ata aveva detto che alcune associazioni locali con queste staffette contribuivano ad aumentare il fenomeno del randagismo. La vicenda è finita a colpi di querele. Ma alla fine tutto è stato chiarito.

Ad affermarlo è la stessa Lunardi. «In relazione a quanto da me dichiarato in un articolo del 24 dicembre 2010 sul Tirreno - afferma la presidente dell’Ata - nel quale veniva affrontato il tema delle cosidette "staffette della speranza", preciso che mai alcun riferimento intendevo fare alle associazioni locali Asav e Nati Liberi le quali, insieme alle altre associazioni locali, tra cui quella che io stessa rappresento, danno accoglienza a cani e gatti randagi organizzandone trasferte e seguendone l'adozione».

«Ribadisco - continua la Lunardi - che l'iniziative delle predette associazioni non vanno ad incrementare quel fenomeno del randagismo che, invero, le stesse combattono da anni e che è quasi completamente debellato dalla Versilia. Le associazioni che operano in Versilia offrono, infatti, ausilio anche ai propri concittadini e alle amministrazioni attraverso - tra l'altro - la sterilizzazione delle numerose colonie feline e degli animali di proprietà dei non abbienti. Mi auguro che questo chiarimento consenta a tutti i volontari di continuare il proprio lavoro all'insegna del rispetto reciproco».

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