Quote sequestrate anche a due società viareggine
Quaranta in manette in Lombardia nel blitz coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia
VIAREGGIO. «Infiltrarsi "come polipi" che si devono agganciare dappertutto, i tentacoli devono arrivare dappertutto, ci sono le condizioni per poterlo fare». Sono le parole pronunciate il 6 aprile 2012, nel suo ufficio di Seveso, da Giuseppe Pensabene, il capo della cosca di Desio, in Brianza, arrestato questa mattina dalla Squadra Mobile di Milano con altre 39 persone, di cui 19 ai domiciliari. La frase del boss intercettata è riportata nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Simone Luerti. Secondo il giudice dimostra «come l'associazione mafiosa" guidata da Pensabene aveva cercato anche e soprattutto di penetrare nel tessuto economico per gestire e controllare le più svariate attività e aggiudicarsi appalti e lavori pubblici nei settori edilizio, dei trasporti della nautica e delle energie rinnovabili». Al punto da essere arrivata fino in Toscana dove la nautica è di casa.
Ieri mattina un pezzo dell’inchiesta ha toccato anche Viareggio, con Francesco Guidetti vittima - secondo gli inquirenti - di minacce e pressioni. Mentre gli agenti della Squadra mobile della Questura di Lucca sequestravano fatture e documentazione relative alla vendita di un’imbarcazione, in Lombardia andava in scena il blitz - coordinato dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Giuseppe D'Amico (nella foto) - che ha smantellato la potentissima “locale”, ossia una cosca in termini 'ndranghetisti, di Desio (Monza e Brianza) capeggiata da Giuseppe Pensabene, 47 anni che si vantava di essere una lavanderia" di denaro e che per gli altri affiliati era il "papa" o il "sovrano" o addirittura la "Banca d'Italia".
Nelle oltre 700 pagine di ordinanza, il Gip elenca tutte le 39 società, un vero e proprio “impero”, «costituite o acquisite dal gruppo criminale facente capo a Pensabene» e «utilizzate per fare circolare i flussi di denaro contante, per l'acquisizione del patrimonio immobiliare e per l'emissione di fatture fittizie». Due di queste sono state sottoposte al sequestro delle quote societarie da parte della Squadra mobile di Lucca, in quanto operanti a Viareggio: si tratta di una società che commercializza planiamotici e di una che lavora nel settore degli allestimenti di interni per la nautica, Tra le società che compaiono nell’ordinanza del Gip c’è anche la "G.H. Real Estate Italy srl" (a socio unico) con sede a Viareggio in via Francesco Petrarca.(d.f.)
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