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Versilia

Il Comune vuole vendere la farmacia di Porta a Lucca

di Luca Basile
Il Comune vuole vendere la farmacia di Porta a Lucca

Il sindaco Lombardi frena su tempistica e modalità dell’operazione ma la decisione è già all’ordine del giorno delle forze politiche di maggioranza

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PIETRASANTA. Il Comune vuole vendere la farmacia comunale di Porta a Lucca, storico punto di riferimento, da decenni, non solo della zona, ma di tutta la comunità del centro storico. Una decisione, quella a firma dell’amministrazione Lombardi, che arriva alla fine di un tormentato percorso gestionale - è dal 2007 che l'azienda farmaceutica chiude in passivo anche se negli ultimi anni, sotto la presidenza di Giovanni Pancetti, il saldo negativo si è ridimensionato - che ovviamente non sembra mettere d’accordo tutte le anime della maggioranza. E infatti è lo stesso sindaco Domenico Lombardi a “frenare” su tempistica e modalità dell'intera operazione.

«Al momento ne abbiamo solo discusso in sede di partiti di maggioranza dove c'è stato un confronto serio e propositivo. La vendita della farmacia è una soluzione possibile così come non mi sento di escludere il mantenimento della gestione comunale con un rilancio che non preveda però più, a fine anno, bilanci negativi. Una decisione, definitiva, sarà presa nei prossimi giorni dopo le valutazioni di ogni singolo partito».

E a proposito di partiti: qualche perplessità sulla vendita, la propongono i referenti della sinistra, gli stessi che già in passato, durante il mandato Mallegni, avevano fortemente protestato contro ogni ipotesi di vendita o spostamento della farmacia in altra località . «Ma i tempi sono cambiati e ci sono anche normative - precisano dal Comune - che impongono precisi paletti nel caso in cui le perdite di bilancio si ripresentano anno dopo anno. Detto questo nessuna decisione è stata ancora presa, ed è bene sottolinearlo. Un fatto però è certo: anche in caso di vendita la farmacia resterà a Porta a Lucca e saranno tutelati gli attuali - sono quattro, ndr - posti di lavoro».

Vendere l'azienda farmaceutica, e non le mura che resterebbero di proprietà del Comune, potrebbe arricchire la cassa di palazzo di un importo oscillante fra gli 800 e i 900mila euro. Il tutto, ovviamente, attraverso un bando pubblico a cui sarebbero chiamati a partecipare i privati. Resta da capire se allo stesso privato convenga o meno investire tanto denaro in una farmacia che ogni anno perde fra i 30 e i 40mila euro - a fronte di numerosi tagli - per un fatturato netto di circa 900mila euro. Ma evidentemente, se il Comune è entrato nell'ordine di idee di fare cassa, significa che esiste una certa sensibilità da parte del mercato di settore. A margine di tutto questo sta già emergendo la perplessità di coloro, che vedono in un'eventuale vendita della vecchia farmacia un segnale di scarsa tutela sociale per la comunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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