Italia
Non solo lirica sul lago E Betti va a Sanremo a caccia di voci pop
Trasferta del sindaco nella capitale della musica leggera «Tutti i generi passino dal teatro dedicato a Puccini»
TORRE DEL LAGO. Un Festival pucciniano che guardi oltre alla musica lirica: è l’idea che ha mosso il sindaco Betti verso la serata del Festival di Sanremo, utilizzando i due biglietti che la Rai ha messo a disposizione della Fondazione Festival pucciniano per sé e per la moglie che lo ha accompagnato. La coppia ha viaggiato e alloggiato a proprie spese, ma la trasferta aveva fini istituzionali. Betti ha incontrato il sindaco della città ligure, invitandolo ad un Corso del Carnevale viareggino, ed ha avuto modo di parlare con alcuni rappresentanti del mondo della musica leggera. «L’idea alla quale stiamo lavorando - spiega Betti - è quella di far diventare il Gran teatro dedicato a Puccini il luogo preposto alla musica di ogni genere. Ne ho parlato con Rossana Casale, ad esempio, che ha buone idee sull’ipotesi di una scuola di musica».
In realtà, quello che si racconta, è che il primo cittadino sia andato a sondare alcune possibilità di far arrivare a Torre del Lago, già per l’estate 2014, alcuni artisti che possano esibirsi nella struttura inaugurata nel 2008 per la quale la Fondazione Festival pucciniano sostiene un mutuo proibitivo. Musical e concerti approdano da qualche anno sul palcoscenico dedicato alla lirica pucciniana, ma c’è bisogno di incrementare questo “ramo” dell’azienda pucciniana.
Adalgisa Mazza, che della Fondazione è presidente dell’insediamento in Municipio di Leonardo Betti, coltiva un proprio sogno: «Vedere giovani artisti che passano dal teatro dedicato a Puccini, durante l’estate, un po’ come accadeva quando c’era Castrocaro che apriva le porte al Festival di Sanremo». Mazza è un’appassionata di musica leggera: «Per Eros Ramazzotti sono andata a Barcellona - ricorda - e sul palco in riva al lago vorrei tanto vedere esibirsi Negramaro, Modà i Negrita».
Più di un presidente, negli ultimi anni, ha lavorato in questo senso. Lasciando in eredità alla Fondazione gli spettacoli di musical o di danza. Mazza sembra intenzionata a percorrere le loro orme con una sottolineature: «I costi che sopportiamo per il teatro impongono che a calcare il palcoscenico siano grandi nomi». A reclutarli - continua Mazza - «sta lavorando il direttore Franco Moretti». Anche se «al momento non abbiamo ancora chiuso con nessuno. Nel giro di un mese, però, dovremo definire il cartellone anche per questa parte dell’estate. Anche perché, poi, i biglietti vanno venduti...». E su questo fronte Mazza pensa anche ad una serie di offerte che possano invogliare gli spettatori della lirica ad acquistare un posto ad uno spettacolo più leggero, e viceversa.
Perché la Fondazione pucciniana oggi più che mai non può prescindere dal far quadrare i conti. Tutto quello che non è lirica - si è sempre detto - in realtà ha portato nelle casse della Fondazione solo l’affitto del teatro. Una scelta che può essere modificata - così si va ipotizzando - «con formule e numeri diversi» che il mondo dello spettacolo oggi consente.
«L’importante - sottolinea Betti - è avere iniziato questo rapporto con Saremo, la città intorno alla quale ruota la musica leggera italiana in questo periodo».
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