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Letta burattino Grillo al pesto e Renzi in bicicletta

 Letta burattino Grillo al pesto e Renzi in bicicletta

Ecco le dieci costruzioni che hanno guadagnato i riflettori dei media nazionali grazie soprattutto al nuovo premier

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VIAREGGIO. Le maschere isolate, ultima categoria - in ordine di grandezza delle costruzioni, beninteso - del Carnevale, diventano improvvisamente protagoniste indiscusse sui quotidiani nazionali e persino stranieri: merito soprattutto di quelle opere che raffigurano Matteo Renzi, il personaggio politico del momento.

“La solita zuppa” di Alessandro Albanese. Ispirata al romanzo “La fattoria degli animali” di Orwell, è una critica contro il potere. Il maiale antropomorfo ributtante e untuoso rappresenta le classi dirigenti e le oligarchie truffaldine che si sollazzano in un mondo dorato fondato sulla fame e il dolore di molti.

“Non si vede ben che con il cuore” di Associazione Hart. La maschera vuole essere un omaggio al personaggio del celebre libro “Il piccolo principe” e al suo autore Antoine de Saint Exuperie di cui, proprio quest’anno, ricorre il settantesimo anniversario della misteriosa scomparsa. Il titolo è una delle frasi più celebrate del libro, un invito a non fermarsi alle superficie delle cose guardandole solo con gli occhi.

“Gli equilibristi” di Gabriele Libero Balderi. Il governo delle larghe intese interpretato in chiave circense: a bordo di un pachiderma, simbolo dell’Italia, provano a rimanere in equilibrio l’ormai ex premier Enrico Letta, il leader del centrodestra Angelino Alfano e Beppe Grillo, ma l’elefante non riesce ad andare avanti.

“Lo Renzi…il Magnifico” di Daniele Chicca. Eccola, una delle maschere isolate più rappresentate sui media italiani e non. Daniele Chicca immagina Matteo Renzi a capo del rinascimento italiano e la sua Firenze come punto di partenza per una nuova stagione politica. Non poteva che mancare il giglio, simbolo di purezza.

“Letta e…RieLetta” di Michele Cinquini e Silvia Cirri. Una mascherata profetica. Nel senso che Enrico Letta, ex primo ministro, viene qui raffigurato come un burattino mosso dalle fila di un ombroso fantasma, simbolo di un potere che resta nelle solite oscure mani impegnate a continuare a fare il loro gioco occulto.

“Pesto alla genovese” di Michelangelo Francesconi. Un’altra satira sul governo delle larghe intese: dopo il brillante risultato alle elezioni politiche di un anno fa, Beppe Grillo si è ritrovato pestato da quegli elementi - centrodestra e centrosinistra - che si sono coalizzati per non farlo arrivare a governare il paese.

“The cooking show” di Valentina Galli. La figlia d’arte del carrista Fabrizio propone in chiave carnevalesca i volti più noti delle innumerevoli trasmissioni tv dedicate al cibo: nell’improbabile cucina di Burlamacco troveranno quindi posto Benedetta Parodi, Antonella Clerici, Gordon Ramsay e Joe Bastianich.

“Don Matteo Renzi” di Andrea e Franco Pucci. Uno dei mascheroni più utilizzati da giornali e siti per parlare del Governo che verrà è quello realizzato da Pucci padre e figlio, ovvero un Matteo Renzi in abiti talari che pedala in sella alla sua inseparabile bici per raggiungere Palazzo Chigi.

“La Calla…s” di Davis Serra. Maschera molto raffinata che raffigura un personaggio altrettanto elegante quale la grande diva Maria Callas. Serra decide di lasciar stare politici e politicanti per concentrarsi su una donna che ha fatto parlare di sé in tutto il mondo.

“Maschera isolata” di Alessandro Vanni. La maschera prende spunto da un gioco di parole sul nome stesso delle categoria, rappresentando un pagliaccio triste perché incarcerato in cella di isolamento, nonostante fuori si svolga il corso mascherato.

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