Il Tirreno

Versilia

Il bimbo di via Garibaldi e il suo giorno più bello

di Matteo Tuccini
Il bimbo di via Garibaldi e il suo giorno più bello

Tra ansia e sorrisi, la prima sui viali del presidente Stefano Pasquinucci «Non ho nemmeno sentito i colpi di cannone, ero troppo concentrato»

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VIAREGGIO. Alla fine la tensione di una giornata lunghissima si scioglie nell’abbraccio alla piccola Stella. Così Stefano Pasquinucci, presidente della Fondazione Carnevale al debutto sui viali, trova nelle coccole di sua figlia e dell’amata Michela l’energia per riprendersi da una giornata piuttosto impegnativa. Il cui bilancio, però, per Stefano I della Cartapesta è positivo: «Nonostante le previsioni meteo siamo ok. Ma io non mi vanto di nulla, la macchina è oliata e professionale. Basta darla una spinta. E magari qualche idea, come il locale alla Cittadella».

Non dev’essere facile, per uno nato e cresciuto in via Garibaldi («la via di Egisto Malfatti», ricorda) tenere fede alle aspettative sempre enormi dei viareggini. Ne è una prova la sua pagina Facebook, che viene continuamente riempita di richieste e segnalazioni. Ma in quella stessa pagina Pasquinucci ha messo una foto che gli sta molto a cuore: c’è lui, da bambino, in mezzo alla “sua” via Garibaldi dal traffico quasi inesistente. E l’impressione è che quel bimbo biondo, poi stempiatosi nel corso della vita, abbia realizzato ieri davvero il suo sogno di carnevalaro.

«La vera emozione - spiega Pasquinucci - l’ho provata sabato con l’alzabandiera, che poi è la cerimonia che più tocca il cuore (senza dimenticare che quest’anno c’era Marco Piagentini a celebrare il via, ndr). La gioia c’è, ma c’è anche l’attenzione che tutto vada per il meglio. Se sento la responsabilità? No, non mi sento sulla graticola più del sindaco, come si dice sempre per il presidente della Fondazione. Il ruolo di primo cittadino è importante e proprio in questi giorni vediamo quanto sia delicato. Il sindaco, tra l’altro, deve affrontare i problemi del sociale». Eppure la preoccupazione non manca. «Diciamo che non ho sentito nemmeno i tre colpi di cannone, da quanto ero concentrato sui carri e sulla sfilata - rivela Pasquinucci - Ho fatto il giro di tutto il percorso, e a un tratto ho chiamato per avere la conferma che fosse tutto in regola per la partenza. E la risposta è stata: guarda che il via è già stato dato». Una volta aperta la sfilata, subito una prima bega: il guasto registrato sul carro di Roberto Vannucci, quello di Freddie Mercury, con un’ala ingrippata (ma poi si è liberata, tanto da sfilare correttamente in piazza Mazzini). Episodio che ha rallentato il corso, come hanno fatto notare in molti allo stesso Pasquinucci - e ci mancherebbe - durante tutto la giornata. E poi c’è stata la vicenda delle transenne, di cui parliamo in basso.

Alla fine, però, quello che conta è il pubblico. E i dati forniti dalla Fondazione dicono che, tutto sommato, non è andata male: «Abbiamo dovuto fare i conti con previsioni che per giorni e giorni hanno indotto la gente a pensare che la domenica fosse bruttissima - afferma il numero uno di Palazzo delle Muse - in realtà sapevamo che il tempo avrebbe retto, grazie anche al vento. Ma è chiaro che chi arriva dall’interno ha una percezione diversa rispetto alla nostra. Quello che mi è piaciuto è che il Carnevale ancora una volta ha dimostrato, anche grazie alla scritta su Letta (il “Cedesi attività” attaccato alla mascherata di Luca Bertozzi) di essere ancora riferimento d’attualità, tanto da attirare l’attenzione della stampa nazionale. Per quanto riguarda i personaggi, lavoriamo su tanti nomi. E continuiamo a sognare Matteo Renzi, ma sarà dura. Per ora ci accontentiamo del suo imitatore... don Matteo».

@matteotuccini

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