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Caccia aperta ai banditi seriali che rapinano banche
VIAREGGIO. Una banda di persone probabilmente incensurate. Che si muoverebbero tra varie località compiendo rapine. E che avrebbero già messo a segno un altro colpo in Versilia, prima di quello, da...
VIAREGGIO. Una banda di persone probabilmente incensurate. Che si muoverebbero tra varie località compiendo rapine. E che avrebbero già messo a segno un altro colpo in Versilia, prima di quello, da record, di venerdì al Marco Polo.
I carabinieri sono al lavoro per individuare la banda che ha rapinato la cassa di risparmio di Lucca in via Marco Polo prendendo “in ostaggio” 20 persone (tra clienti e personale ) e poi è fuggita con in mano 120mila euro.
Gli elementi in mano agli inquirenti fanno pensare che a colpire al Marco polo sia stato lo stesso gruppo di persone che nel maggio scorso rapinò, con modalità simili, la filiale della Cassa di risparmio di Carrara di Lido di Camaiore, all’angolo tra la via Italica e l’Aurelia. In quell’occasione sono state sette le persone bloccate dai malviventi. Anche il bottino fu consistente, aggirandosi sui 100mila euro.
In mano agli investigatori - sulle vicende lavorano i carabinieri di Viareggio - ci sono i filmati ripresi dalle telecamere di sicurezza delle due banche e le impronte digitali dei banditi raccolte anche sulla macchina utilizzata per fuggire. Le impronte sono state inviate ai laboratori speciali dei carabinieri aRoma per confrontarle con quelle presenti negli archivi.
Durante il colpo tre dei quattro banditi erano a volto scoperto: forse pensavano di non poter essere riconosciuti perché incensurati. Lunedì tutti i filmati delle telecamere saranno esaminati con attenzione alla ricerca di particolari utili alle indagini. I carabinieri si sono messi anche alla ricerca di altre riprese effettuate da altre telecamere presenti lungo il tragitto utilizzato dai banditi per dileguarsi. Per confondere le acque i malviventi hanno anche cambiato auto pochi minuti dopo il colpo per evitare di essere intercettati. Con ogni probabilità il gruppetto è fuggito utilizzando l’autostrada per tornare nelle terre di provenienza (i testimoni hanno detto che i banditi erano italiani e che parlavano con accento del Sud). Anche i filmati delle telecamere delle autostrade potrebbero fornire indicazioni utili.
Insomma la caccia ai banditi va avanti, anche se mettere insieme i pezzi del puzzle non è facile.
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