La banchina Fucile può essere eliminata
Il Tar ha bocciato il ricorso dello storico broker viareggino e approvato quanto previsto dal Piano regolatore del 2007 e oggi da rivedere
VIAREGGIO. Se il Piano regolatore portuale in vigore dovesse trovare attuazione così com’è, la banchina Fucile - in fondo a via Coppino - sparirebbe. E amen. Perché il tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso della storica agenzia di broker. «Con la demolizione della sporgente di Levante - si legge nella sentenza - che delimita la Darsena Europa, ove si colloca l’attività della ricorrente, si potrà disporre di un fronte di accosto in grado di ospitare unità navali di maggiori dimensioni fino a 20-22 metri. Mentre il pontile trasversale posto in testata al prolungamento potrà essere utilizzato per ospitare navi da diporto fino a 60 metri per un numero massimo di sette unità, ed unità da 40 metri. Le previsioni tendono quindi a determinare un aumento della ricettività del porto in piena coerenze con l’articolo 81, paragrafo 4.1, del Piano strutturale comunale».
La sentenza del Tar entra nel merito del ricorso presentato, definendo anche i “confini” dello strumento Piano regolatore portuale. Il quale - continua il provvedimento della prima sezione - «ha funzione di disciplinare lo sviluppo dei porti ed è strumento di governo del territorio in cui gli stessi sono inseriti, ovvero quello comunale».
Non solo: tutte le amministrazione coinvolte - ricorda il Tar - «hanno raggiunto un sostanziale accordo» sul Piano regolatore portuale in vigore (datato 2007) visto che «dal verbale della conferenza dei servizi in data 14 gennaio 2003 il rappresentante della Capitaneria di porto di Viareggio ha dato atto che “tutte le osservazioni presentate sono state tecnicamente recepite e di conseguenza non ci sono osservazioni sulla proposta di Piano regolatore portuale”».
I rappresentanti della altre amministrazioni - ricorda la sentenza - «non hanno formulato alcuna osservazione né espresso alcun dissenso. E pertanto, correttamente, si è ritenuto che l’intesa, in detta sede, fosse stata raggiunta».
Una sentenza che ha un peso specifico ancora maggiore oggi che l’Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli annuncia la necessità di procedere ad un «ripensamento imponente del Piano regolatore portuale», con tanto di incontro già fissato tra tutti gli Ente competenti per arrivare a mettere nero su bianco «un protocollo d’intesa - così ha annunciato Morelli - che detti gli obiettivi per una rivisitazione del Piano regolatore portuale che non può prescindere da quelli che sono gli obiettivi della progettazione della Regione».
È sicuramente una sentenza, quella del Tar toscano, che farà discutere. Michela Fucile da tempo pone la questione (senza che nessuno risponda) in tutte le occasioni pubbliche nelle quali si parla di porto. L’ultima volta è stato appena sabato scorso in occasione del convegno organizzato dall’associazione “Amici della Versilia” in collaborazione con il Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago.
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