Il Tirreno

Versilia

Dal parco delle onde al paese dei balocchi: 60 idee per la città

di Matteo Tuccini
Dal parco delle onde al paese dei balocchi: 60 idee per la città

Tanti i viareggini che si sono presentati al Principino e hanno raccontato cosa sognano per il rilancio

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VIAREGGIO. C’è il parco delle onde, che punta a portare in Versilia surfisti di tutto il mondo. C’è la città dei bambini, di cui si sente parlare da almeno 15 anni ma che non è mai stata realizzata. Ci sono festival artistici, legati al fitness, o semplici competizioni sportive. Ma soprattutto c’è la voglia di Viareggio di rinascere. Non spendendo necessariamente una valanga di euro (che non ci sono).

Sul palco di “Post”, incontro pubblico tenutosi ieri al Centro congressi Principe di Piemonte, si sono presentati circa 60 cittadini - la maggior parte viareggini - con le relative idee per il rilancio del turismo. L’iniziativa è stata messa su dall’assessore Alessandro Augier e dall’architetto Gabriele Pardi, e l’impressione è che abbia centrato almeno il primo obiettivo: smuovere le acque. Poi, è chiaro, bisognerà che tre dei progetti presentati vadano in porto. Altrimenti la cosa resterà fine a stessa.

Non sarà facile, però, decidere. Si va da progetti complessi, come la costruzione di veri e propri parchi divertimento - il Wavepark, appunto, che sorgerebbe nella zona sportiva di via dei Comparini - a proposte più semplici, come la pedana ecosostenibile per gli appuntamenti in piazza Mazzini, che sono realizzabili spendendo davvero poco. Questo è il punto: se si sceglierà il criterio del basso costo, resteranno inevitabilmente escluse alcune delle idee più visionarie, ma anche brillanti. Ed è chiaro che non si può pensare di invertire la rotta lavorando solo su una maggiore informazione al turista (anche se sarebbe già qualcosa).

A questo proposito, si segnalano alcune proposte interessanti dagli operatori turistici. Una di queste è Welcome tourist@, di tre giovani balneari (Oreste Giannessi, Pietro Guardi e Giacomo Maggiorelli): una specie di nuovo marchio che intende ribaltare la tradizionale diffidenza del viareggino nei confronti del visitatore, lavorando molto sui social network che servirebbero da calamita con foto, commenti e concorsi. Sempre sul piano tecnologico, c’è chi (Iacopo Da Prato) ha proposto un’applicazione smartphone per la Passeggiata. Esperimento interessante potrebbe essere anche il festival di videoarte di cui ha parlato Maurizio Tozzi, che sembra aver avuto molto successo laddove è stato presentato. Ma senza voler essere per forza creativi, si può sottolineare la voglia di rendere più godibile - senza massacrarla - Viareggio così com’è: si pensi all’area naturale del Parco, la cui promozione è inesistente e che invece potrebbe attirare i naturalisti. Comunque, la discussione è iniziata. L’importante è non fermarsi alle parole.

@matteotuccini

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