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Versilia

Taglio del 50% sul costo dei vigili

Taglio del 50% sul costo dei vigili

Ma gli organizzatori chiedono di ripristinare i fondi nel bilancio della Fondazione

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VIAREGGIO. «Il Comune deve prendere una decisione: organizziamo eventi importanti per la città o siamo solo dei privati? Quando paghiamo evidentemente siamo solo privati ma che fine fa allora il valore tradizionale e sociale dei rioni?». A sollevare il tema dei costi per il suolo pubblico e i vigili urbani che anche quest’anno dovranno accollarsi gli organizzatori dei rioni è Adriano Iacopetti del Campo d’Aviazione. Ma il tema lo hanno ben presenti tutti i presidenti dei comitati. Perché da quando la Fondazione Carnevale ha tagliato dai propri bilanci i contributi per le feste organizzarle - vedi quello che è successo l’anno scorso - è sempre più difficile. Un concetto che chiarisce Muzio Gianni di Assorioni: «Siamo passati al contributi di 100mila euro, più il pagamento dei servizi, in bilancio fino a poco tempo fa a zero - afferma - quello che chiediamo è una via di mezzo. Se siamo parte integrante della Fondazione Carnevale, e lo siamo, ci venga riconosciuto tramite il sostegno all’organizzazione degli eventi e le agevolazioni sui servizi e il suolo pubblico».

Un fronte sul quale la Fondazione in carica ha cominciato a lavorare e che vede impegnata anche l’amministrazione Comunale che domani potrebbe dare il via libera alla attesa delibera con la quale tagliare del 50% il costo degli straordinari dei vigili urbani, necessari per la viabilità in occasione di feste ed eventi. Da 40 euro l’ora, dunque a 20-21 circa. Per Assorioni, però, Fondazione e Comune dovrebbero fare un passo ulteriore dando alle manifestazioni nei quartieri la dignità di appuntamenti legati indissolubilmente ai corsi mascherati, parte integrante di un pacchetto turistico da arricchire anche con altri eventi sul territorio. Obiettivo fondamentale, questo, per Massimiliano Pagni della Darsena che, tuttavia, riconosce i limiti di Viareggio e della Versilia: «un territorio che potrebbe offrire un festival di cabaret, mostre, appuntamenti accanto ai corsi e ai rioni, ma che non ha un teatro e d’inverno non offre molti posti letto in hotel. La domanda a questo punto è: come si fa a creare pacchetti turistici in queste condizioni?».

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