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L’ex sindaco Belli un eroe di guerra: avrà la medaglia
Catturato dai tedeschi, fece evadere più di 100 prigionieri Lunedì il riconoscimento alla memoria per il Valor militare
QUERCETA. Può succedere che scavando nella vita di una persona vengano a galla episodi sconosciuti. O scoprire che non è mai troppo tardi per far ricordare ufficialmente un gesto eroico del nonno, scomparso 15 anni fa. Questo è quello che è successo a Lorenzo Belli, protagonista con suo nonno Silvio scomparso nel 1998, di questa bella storia. Iniziata quasi per caso qualche mese fa, è finita con una medaglia al Valor militare per Silvio che nel 1943 fu artefice di un gesto coraggioso e eroico.
«Tutto è iniziato - spiega Lorenzo Belli, quercetano doc come suo nonno - quando la Pro Loco di Querceta nel suo sito web ha aggiunto la sezione “Personaggi di rilievo”. Avevano bisogno di una biografia di mio nonno, così ho spulciato documenti vecchi e l’ho scritta io». Lorenzo è una persona pignola e per fare questa ricerca ha rispolverato vecchi documenti e ha ripercorso tutta la carriera fatta nell’esercito. Per avere determinate informazioni Lorenzo ha chiesto aiuto anche al museo di Monte Carulo, dove si trova il castello in cui è stato rinchiuso suo nonno. «Partecipò a tre guerre: in Grecia, in Albania e infine in Russia come primo capitano dell’artiglieria alpina nel contingente Csir, ritornando illeso». Ed è in questa fase della vita di Silvio che succede una cosa degna di merito. L’8 settembre fu catturato dai tedeschi nel Nord Italia, ma dopo poco riuscì ad evadere, liberando altri prigionieri di guerra. «Fu rinchiuso nel castello di Montechiarugolo (Parma) – racconta Lorenzo - e face scappare altre 100 persone, dandosi poi alla macchia. Dopo diversi giorni di cammino in clandestinità fece ritorno a casa sua, a Strettoia. Però fu degradato per non aver aderito alla Repubblica Sociale di Mussolini, così si trasferì fino alla fine della guerra a Milano perché era perseguitato dai fascisti per la sua attività di informatore per la causa della libertà». Tra le varie ricerche, Lorenzo ha anche scoperto che essendo stato sotto l’esercito si poteva chiedere un riconoscimento per questo gesto eroico. E la richiesta è stata accolta; la comunicazioni è arrivata la scorsa settimana del prefetto di Lucca: lunedì 27 gennaio riceverà la medaglia al Valor militare. «Si può dire che sono cresciuto con i nonni, perché i miei genitori lavoravano, e ho avuto la fortuna di conoscere mio nonno fino a 19 anni, quando poi se n’è andato - dice Lorenzo - Ho sempre cercato di imparare dalla sua esperienza: era un personaggio ambivalente, curioso e intelligente. Molte delle storie che raccontava le ricordo sempre, come quella eroica nel campo di concentramento di Parma. E ricordo che ce le ha sempre narrate evidenziando l’aspetto negativo della guerra; diceva: “Bisogna fare la guerra alla guerra”». Silvio Belli è stato anche sindaco per 10 anni del comune di Seravezza e già nel 1984 gli fu riconosciuto, dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini il “Diploma d’onore al combattente per la libertà 1943-1945”, come internato militare non collaborazionista. «Negli anni fu impiegato presso la ditta Henraux – scrive Belli nella biografia - e successivamente a San Vittore Olona, a Rho e infine a Querceta dove risiedette per 50 anni. Attivo socialdemocratico, fu assessore comunale di Seravezza nel 1965 e successivamente sindaco dello stesso comune per due legislature nel decennio 1970-1980. Alla sua amministrazione sono riconducibili molte delle opere pubbliche che dettero un decisivo impulso allo sviluppo socio economico del territorio di Seravezza. Si deve alla sua lungimiranza la prima valorizzazione in chiave storico-culturale della Villa Medicea di Seravezza».
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