Nove italiani su dieci sanno che cos’è il nostro Carnevale
I risultati dell’indagine commissionata dalla Fondazione per far comprendere agli sponsor le potenzialità dell’evento
VIAREGGIO. Terzo, dopo il Festival di Sanremo e la Mostra del cinema di venezia. Il Carnevale di Viareggio non solo è una delle manifestazioni più note al grande pubblico - soprattutto grazie alla tv ma anche ad internet - ma è anche l’evento che riscuote maggiore interesse dopo, appunto Sanremo e Venezia. È quanto emerge da un’indagine a campione condotta per conto della Fondazione Carnevale di Viareggio dalla società StageUp-Sport & Leisure Bussines e Ipsos a novembre dello scorso anno, su indicazione dei nuovi vertici della Fondazione, allo scopo di “certificare” l’appeal del Carnevale, anche nella prospettiva di intercettare nuovi di sponsor.
L’indagine è stata condotta su un campione di 850 cittadini italiani tra i 14 e i 64 anni distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il campione preso in esame ha dichiarato di conoscere il Carnevale di Viareggio nel 96,5% dei casi. L’82,7% del campione ha poi aggiunto di essere interessato all’evento. Il 51%, poi, rivela di seguire i corsi mascherati e informarsi sulla manifestazione tramite la tv, il14% tramite internet, il 10% degli intervistati perché ha avuto modo di partecipare ai corsi in prima persona.
Dall’indagine emerge anche l’identikit del visitatore del Carnevale: prevalentemente giovani, spesso famiglie numerose e - se si tratta di gruppi - spesso provenienti dal Sud d’Italia. Nel 23% dei casi i visitatori del carnevale sono persone tra i 35 e i 44 anni, nel 11,8% tra i 18 e i 24. Da segnalare che, se confrontato con i Carnevale di Vemezia e Cento quello di Viareggio viene indicato come il più popolare e moderno, in grado di colpire per la sua ricca e lunga tardizione. «Grazie a questa indagine - commenta il presidente, Stefano Pasquinucci - siamo in grado di dire ai nostri sponsor cos’è il Carnevale. È un importante punto di partenza in grado di farci e far comprendere le potenzialità di una manifestazione che deve poter vivere, con mostre, scuole di cartapesta, eventi, tutto l’anno».
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