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La Versilia che si sveglia tardi prepara l’evento per Bigazzi
A due anni dalla scomparsa dell’autore di Gloria e Vent’anni, Luglio e Lisa dagli occhi blu si lavora ad un grande spettacolo con le sue canzoni e i loro grandi interpreti alla Versiliana
VIAREGGIO. Versilia che ti svegli tardi. Come stamani, una domenica uggiosa di gennaio. La Versilia che si sveglia tardi due anni fa, giusto oggi, salutò uno dei grandi poeti che l’aveva frequentata e dove scelse di vivere gli ultimi dieci anni della sua esistenza.
Giancarlo Bigazzi è stato un grande poeta di questi anni pop. Forse solo Mogol gli tiene testa fra i randi successi del dopoguerra. In realtà Giulio Rapetti era solo un paroliere che ebbe la grande fortuna di incontrare un genio, Lucio Battisti.
Giancarlo era musicista. A lui si deve la struggente musica di Mediterraneo, premio oscar di Gabriele Salvatores negli anni Novanta. A lui devono tanto (tutto?) personaggi come Umberto Tozzi e Marco Masini.
Ricordate il verso «il mare blu e marrone di Viareggio» è farina del sacco di un uomo che non ha avuto un monumento in vita ma solo perchè era un toscanaccio che non amava complimenti e retorica. Da accostare in qualche modo al grande Mario Monicelli.
In questi giorni tristi della ricorrenza la vedova, la splendida Gianna Albini Bigazzi, è al lavoro. Oggi sarà al cimitero per andare a trovare il suo Giancarlo. Ma da domani tornerà al lavoro per andare a Sanremo, dove è stata invitata e dove le canzoni di Bigazzi torneranno come per magia.
Soprattutto è al lavoro per un grande evento che bisserà, ma più in grande, la serata-evento che ricordò l’autore di Lisa dagli occhi blu e Luglio al caffè della Versiliana.
La serata sarà più articolata e spettacolare tanto che si userà il teatro. Soprattutto si immagina un cast incredibile. A partire, naturalmente, dall’interprete di Rosse Rosse e Vent’anni.
«Massimo Ranieri è un amico, una persona che ci è stata sempre vicina – ricorda Gianna – poche sere fa su RaiUno ha duettato con Andrea Bocelli cantando le canzoni di Giancarlo».
Massimo Ranieri è fatto così. Chi lo ha ascoltato nei suoi spettacoli in Versilia non dimentica che ogni volta ricorda con affetto Sergio Bernardini e gli anni d’oro passati della Bussola.
A proposito quella che fu la Scala della musica popolare edel jazz italiano potrebbe essere riaperta per una celebrazione di Bigazzi.
La Versilia (che si sveglia tardi e poi non fa niente) potrebbe alimentare veramente il suo mito non fermandosi a Giorgio Gaber ma proseguendo con Giancarlo Bigazzi e Sergio Bernardini. Senza dimenticare però ad Andrea Bicelli: quando gli verrà proposto di aprire la stagione con un suo concerto sul mare.
Tanti spunti e ricordi che si alimentano dalle canzoni di Bigazzi. Come gli Uomini non cambiano, scritta, anzi cucita dall’autore fiorentino per Mia Martini, che con il nome di Mimi Bertè esordì e vinse il mitico festival delle Nuove tendenze a Viareggio nel 1973. E non a caso lo scrittore Aldo Nove ha scritta sia la biografia di Bigazzi che quella della Martini.
Che canta, siamo nel 1993, in modo sublime questo amore che finisce a «Forte alamo dei marmi».
E forse sarebbe il caso che canzoni come questa ma anche Luglio, Rose Rosse, etc potessero essere la colonna sonora degli eventi che saluteranno i 100 anni del Comune di Forte.
Intanto Loredana Bertè torna dopo anni in tournè e lo fa partendo (ieri sera) da Montecatini Terme. Lei che in Versilia ci ha passato mezza vita (l’amore con Borg nacque a Bussoladomani sotto gli occhi di Mimmo D’Alessandro) doveva aprire il suo ritorno in Capannina o alla Bussola.
Ma la Versilia, come scriveva Bigazzi, si sveglia tardi. E perde tutte le occasioni ghiotte che ha per ripartire e anche di slancio. Magari nel nome di un grande come Bigazzi.
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