Il presidio
Comune condannato a pagare 8mila euro per un errore
Gli uffici avevano chiesto una somma eccessiva e immotivata a un cittadino dopo una richiesta di condono edilizio
CAMAIORE. Il Comune chiede soldi a un cittadino per sanare un abuso edilizio dopo un condono e si vede condannare dal Tar. Ora l’amministrazione dovrà rimborsare all’uomo oltre 6000 euro e pagare 2000 euro di spese legali. Un errore costato parecchio caro alle casse del Comune.
La vicenda giudiziaria è cominciata nel 2010 ed è partita da un ricorso fatto pervenire da un cittadino per mezzo del suo avvocato Marcantonio Gambardella.
Nel 2005 il cittadino aveva presentato una richiesta di condono edilizio per alcune opere abusive - tra cui una piscina - realizzate alla sua abitazione che si trova in un’area soggetta a vincolo idrogeologico. nell’occasione il cittadino aveva versato 2755 euro come “contributo di costruzione”, cioè una somma per sanare l’abuso.
Il 19 febbraio 2010 il comune ha rilasciato all’interessato il condono edilizio, quantificando lo stesso contributo di costruzione in complessivi 8777 euro, una cifra molto superiore a quella fatta versare al momento della richiesta.
L’uomo ha saldato ma poi ha subito fatto partire un ricorso tramite il suo avvocato ritenendo irregolare il comportamento del Comune.
Secondo l’avvocato, infatti, gli oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione dovevano essere calcolati al momento della presentazione della domanda di condono. Il legale ha anche sottolineato che il calcolo effettuato non era stato chiramente motivato.
La vicenda è così finita di fronte ai giudici del Tar che hanno ascoltato le parti in un’udienza dello scorso novembre.
Nei giorni scorsi dal tribunale amministrativo è arrivata la decisione: i giudici hanno riconosciuto l’irregolarità nei comportamenti del Comune e hanno condannato l’amministrazione a rimborsare la somma versata in eccesso dal cittadino (circa 6000 euro). Inoltre il Comune dovrà pagare le spese legali, fiissate dal tribunale a 2000 euro.
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