Il presidio
Strage, i familiari piangono il manovratore morto
VIAREGGIO. «Con la morte nel cuore abbracciamo la famiglia di Fabrizio Fabbri, la sua compagna ed il suo giovane figlio. Come ci sentiamo vicini ai lavoratori delle ferrovie, a coloro che ci...
VIAREGGIO. «Con la morte nel cuore abbracciamo la famiglia di Fabrizio Fabbri, la sua compagna ed il suo giovane figlio. Come ci sentiamo vicini ai lavoratori delle ferrovie, a coloro che ci sostengono e che per la sicurezza di tutti si espongono, e facciamo appello a tutti i ferrovieri perché la difesa, lo sviluppo della sicurezza diventi la loro bandiera, per non piangere un altro lavoratore: con Fabrizio, dal 2007 ad oggi, diventano 43 i morti sui binari». Intervengono così l’associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e l’assemblea 29 giugno all’indomani della morte dei manovratore di Trenitalia, 34 anni, ucciso a Firenze dal treno che stava manovrando dal parco rotabili al binario 2 . «Fabrizio - si legge nella nota diffusa - è morto per mancanza di sicurezza, è morto perché nel settore della manovra, fra i più pericolosi in ferrovia, si sono fatti assurdi tagli di personale, perché i ritmi di lavoro sono insostenibili. È morto perché l'ultimo contratto nazionale di lavoro, firmato da tutti i sindacati "maggiormente rappresentativi" ha sancito l'aumento delle ore settimanali con l'aumento dei carichi di lavoro. Il fatto è che Fabrizio era solo e di notte a pilotare il treno, operazione che, fino ad alcuni anni fa, prevedeva almeno 3 addetti».
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