Il Tirreno

Versilia

Chiude il Consorzio 90 «Senza centro servizi l’area non decollerà»

dI Luca Basile
Chiude il Consorzio 90 «Senza centro servizi l’area non decollerà»

Cala il sipario sull’associazione delle aziende della zona artigianale del Portone. Tartarini: troppe promesse mancate

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PIETRASANTA. Ventitré anni dopo cala definitivamente il sipario sul Cip 90, il Consorzio delle aziende dell’area artigianale del Portone. Messo in liquidazione nei mesi scorsi, il Consorzio ha ufficializzato la chiusura qualche giorno fa.

«Erano oramai venute meno le premesse: fra l’altro molti dei soci che facevano parte inizialmente del Consorzio, oggi non sono più presenti in zona. In poche parole abbiamo chiuso una pagina per aprirne, spero in tempi rapidi, un'altra, più rispondente alle esigenze di uno spazio che, purtroppo, nonostante la presenza di 35 aziende stenta a decollare» spiega Simone Tartarini, presidente del Cip90.

Fra i nodi «la mancata realizzazione di un Centro servizi nell'area, previsto dalle carte urbanistiche, ma che mai è stato realizzato. Centro servizi, con uffici, negozi, sedi di accoglienza, spazi ristoro e via dicendo, che potrebbe rappresentare la chiave di volta per la definitiva valorizzazione di un’area artigianale che, al contrario, rischia nel tempo, di trasformarsi in un'occasione persa. È un tema che, ciclicamente, noi aziende del Portone rilanciamo, quello del Centro: il Comune ci dice che non si può obbligare il privato proprietario dell'area in questione a fare un intervento del genere: lo comprendiamo, ma detto questo, visto che si sta per approvare il nuovo regolamento urbanistico, riteniamo che un confronto del Comune, con lo stesso privato, si renda necessario. Pensiamo a norme che possano facilitare la sua realizzazione, ricorrere allo strumento della perequazione, individuare anche soluzioni che oltre a tutelare l'investimento del privato possano privilegiare la comunità. Non fare niente, è profondamente sbagliato, perché lasciare le cose come stanno oggi, significa depotenziare l'area del Portone» evidenzia Tartarini che aggiunge: «Oggi sono nove i lotti inutilizzati, per un totale di 19mila metri quadrati, così come risultano vuoti alcuni capannoni: eppure l'interesse da parte di società ed aziende, per questa area, non è venuto meno. Ma un investitore necessita di garanzie che in questa fase, dal Comune, in particolare sul Centro servizi, non sembrano arrivare».

Nel frattempo qualche azienda, presente al Portone, punta l'indice per la scarsa pulizia, da parte di Ersu, della zona. «In effetti - insiste Tartarini - spazzamento e taglio dell'erba, faccio un esempio, sono piuttosto rare. Nei giorni scorsi c'è stato un incontro, proprio sul tema della raccolta rifiuti, dove ci sono state spiegate le modalità del servizio legato al porta a porta. Innovazione significativa e di grande valore, anche se abbiamo trovato poco condivisibile la rimozione dei cassonetti ancor prima della distribuzione dei nuovi contenitori e della spiegazione, come detto, del nuovo servizio».

Liquidato il Cip 90 e in attesa di un nuovo strumento che faccia da riferimento alle diverse aziende, da Tartarini arriva una proposta. «Perché non organizzare, nei prossimi mesi, un evento come l' Expo negli spazi del Portone, sul modello di quello proposto alle Bocchette? La nostra sede sarebbe ideale per ospitare questo genere di manifestazioni. L'area artigianale è una risorsa: le aziende sono pronte a collaboratore con Comune ed altri enti per trasformare questo spazio in uno dei riferimenti dell’economia versiliese».

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